Perfecto!

Felix Hernandex intervistato a fine partita e, sullo sfondo, il suo perfect game celebrato sul maxi-schermo (AP Photo/Ted S. Warren)

La ricerca della perfezione è uno stimolo insito nell’essere umano. A maggior ragione nello sport, dove anzi spesso il termine “partita perfetta” più che usato viene abusato. Anche perché in molte discipline è impossibile, al di là di valutazioni soggettive, definire quando una partita sia stata davvero perfetta. Non è così, però, nel baseball, dove il “perfect game” è possibile ed è rigidamente definito dal regolamento.

La partita perfetta è un onore riservato ai lanciatori, che per riuscirci non devono concedere nemmeno una battuta valida (che da regolamento si definisce come una battuta che permette al battitore di raggiungere la prima base senza essere eliminato né per errore o scelta della difesa, ndr) alla squadra avversaria, ma non solo. Il lanciatore partente deve rimanere sul monte per tutta la partita (di almeno 9 inning, non valgono quelle interrotte in anticipo) e gli avversari non devono riuscire ad arrivare in base in nessuno modo possibile: non solo valide, dunque, ma neanche errori della difesa, basi per ball, battitori colpiti e palla persa dal ricevitore dopo uno strikeout. Insomma, per dirlo all’americana, “27 up, 27 down”: ventisette battitori affrontati e altrettanti eliminati.

Facile, no? Nemmeno per sogno. È l’impresa più desiderata del baseball e anche quella più difficile da effettuare, visto che la probabilità statistica di riuscirci è pari allo 0.000983%, Dal 1876, data d’inizio dell’MLB (Major League Baseball, il campionato professionistico statunitense), ne sono stati lanciati solamente 23 in oltre 200.000 partite giocate. Nessun lanciatore è mai riuscito a fare il bis e solo uno di questi 23 perfect game è stato lanciato nei play-off (Don Larsen dei New York Yankees l’8 ottobre 1956, gara 5 delle World Series contro i Brooklyn Dodgers). Pensate che sono più le persone che sono andate sulla Luna di quelle che hanno lanciato un perfect game.

Mercoledì sera Felix Hernandez, lanciatore venezuelano dei Seattle Mariners, ha lanciato il 23° e più recente della serie, entrando in una ristrettissima élite ma soprattutto riscrivendo, al tempo stesso, anche una quantità incredibile di record. Quello di Hernandez, soprannominato King Felix, è il primo perfect game lanciato da un giocatore dei Mariners, che prima di lui avevano visto al massimo arrivare Brian Holman a un out dalla perfezione il 20 aprile 1990, salvo poi vedere un fuoricampo di Ken Phelps degli Oakland Athletics spezzare i suoi sogni. Hernandez, peraltro, è anche il secondo latino-americano capace di lanciare un perfect game. Prima di lui solo il nicaraguense Dennis Martinez nel 1991 per i Montreal Expos, mentre tutti gli altri 21 “perfetti” sono statunitensi.

Ma nel libro dei record ci vanno anche i Mariners, prima franchigia di sempre ad avere, nella stessa stagione, un proprio giocatore capace di lanciare un “perfecto” ma anche di subirne uno (da Philip Humber dei Chicago White Sox il 21 aprile). Inoltre, visto che anche la gara di Humber si giocò al Safeco Field di Seattle, il campo dei Mariners diventa il primo stadio teatro di due perfect game nella stessa stagione. Qualcosa di più unico che raro visto che solo altri tre stadi – il Dodgers Stadium di Los Angeles, l’Oakland Coliseum e il vecchio Yankee Stadium di New York – hanno fatto da palcoscenico a due perfect game. Ma in tutta la loro storia.

Non finisce qui. Quando manca ancora un mese e mezzo di regular-season e tutti i play-off al termine della stagione, il 2012 si è già preso un posto in prima fila nei libri di storia. Questa, infatti, è la prima stagione di sempre in cui sono stati lanciati tre perfect game (oltre a Humber ed Hernandez anche Matt Cain dei San Francisco Giants il 13 giugno contro gli Astros), e anzi è solo la terza di sempre – oltre al 1880 e al 2010 – in cui ne sono stati registrati più di uno.

Un anno storico che si va a incastonare in un periodo stranamente propenso a riscrivere i libri di storia. Dei 23 perfect game all-time, infatti, addirittura 6 sono arrivati nelle ultime quattro stagioni. Ovvero il 26% di tutte le partite perfette sono arrivate in un lasso di tempo che rappresenta meno del 3% di tutte le stagioni MLB giocate. Scherzi del fato e dei numeri. Sembra un po’ meno strano, allora, che il “perfecto” di King Felix faccia entrare nel libro dei record anche chi lo ha subito. I Tampa Bay Rays, la franchigia MLB più giovane essendo stata creata solo nel 1998, è già stata vittima di tre perfect game nella sua storia (oltre a Hernandez, Dallas Braden degli Oakland A’s nel 2010 e Mark Buehrle dei Chicago White Sox nel 2009), eguagliando così il poco invidiabile record dei Dodgers.

Vi lascio con il video dei 27 out di Felix Hernandez.

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