Intervista al presidente FMI Paolo Sesti

Il presidente FMI Paolo Sesti

Cinque minuti a tutto campo. Pensieri di Sport ha avuto oggi l’opportunità di incontrare il presidente della Federazione Motociclistica Italiana, Paolo Sesti, a Spoleto per l’inaugurazione ufficiale della decima edizione del Trofeo delle Regioni di enduro, in programma domani proprio nella cittadina umbra. Sesti ci ha dedicato cinque minuti del suo tempo e si è concesso alle nostre domande. Ecco il resoconto della breve, ma intensa, chiacchierata.

Pensieri di Sport: Presidente, recentemente Valentino Rossi ha dichiarato alla Gazzetta dello Sport che la Spagna sta “surclassando” l’Italia nel motomondiale. Eppure fino a qualche anno fa le parti erano invertite. Quali sono i motivi di questo sorpasso? Semplice ricambio generazionale a livello di talenti o è anche questioni di investimenti?
Paolo Sesti: «Purtroppo o per fortuna noi abbiamo avuto un momento ricco di grandi campioni, che si stanno oggettivamente esaurendo. La Spagna nel frattempo ha investito: ha avuto la disponibilità finanziaria non tanto della federazione nazionale quanto di grandi sponsor, come banche e istituzioni locali, che sicuramente hanno aiutato a far crescere una generazione di piloti che è al livello della nostra dei Capirossi, Biaggi e Rossi, le nostre tre punte di diamante. In maniera altrettanto oggettiva devo dire che noi forse ci siamo un po’ seduti sugli allori sull’onda di questi successi, ma adesso da due anni siamo ripartiti con un progetto di crescita che prende il via dalle minimoto e arriva fino alla Moto3. Quest’anno abbiamo Fenati e Tonucci che stanno facendo un buon campionato del Mondo (Fenati è quarti in classifica con 4 podi – 1 vittoria, 2 secondi posti e un terzo – mentre Tonucci è 18° ma ha conquistato il primo podio in carriera nel penultimo Gp disputato, ndr). È un campionato difficile, ci sono moto nuove, visto che la Moto3 lo scorso anno non esisteva, e Fenati è un esordiente che deve fare la sua crescita naturale, ma non dimentichiamo che ha 17 anni e combatte con altri piloti che ne hanno invece 20, come Viñales o Cortese (che giusto domenica scorsa si è laureato matematicamente campione del Mondo della Moto3, ndr). Noi siamo convinti che l’anno prossimo possa fare un grande risultato. E dietro di lui abbiamo comunque un certo numero di piloti che stanno crescendo, il problema sarà l’aspetto finanziario perché noi riusciamo a seguirne e gestirne da ogni punto di vista due; tutto il settore sportivo e tecnico della FMI sta lavorando per trovare delle soluzioni attraverso cui aiutare questi altri piloti per trovare spazi in team italiani ma anche stranieri. Non è semplice, ma è nostro dovere aiutare questi ragazzi».

PdS: A 41 anni Max Biaggi ha vinto il suo sesto titolo iridato, il secondo in Superbike, e l’ha fatto in sella ad un’Aprila, con il valore aggiunto quindi di un binomio tutto italiano. In MotoGp, invece, Valentino Rossi sulla sua Ducati per il secondo hanno di fila ha deluso, non riuscendo mai ad essere in lotta per il titolo. Sembra quasi che i due grandi rivali si alternino anche ora che sono in campionati diversi: quando uno va bene l’altro va male e viceversa.
PS: «Max Biaggi è un fenomeno della natura, ha voluto con i denti questo titolo mondiale e l’ha meritato. Me lo ricordo nella terzultima manche, è caduto ed tornato in pista rimettendo veramente in piedi la moto con i denti per prendere 2 o 3 punti, quei 2 o 3 punti che sono stati poi determinanti. È un grande ragazzo, ormai cresciuto, che ha una grande forza di volontà e speriamo sempre che i giovani prendano esempio da lui. Ma non dimentichiamo Valentino Rossi che quest’anno, per tanti motivi, ha avuto una stagione complicata. Io sono convinto che l’anno prossimo sentiremo di nuovo parlare di Valentino Rossi; vediamolo con una moto che sia adatta alle sue caratteristiche. Sicuramente penso che la Yamaha, che lui ha lasciato qualche anno fa, lo sarà. Vediamolo, perché anche lui non è più un giovincello però credo che sentiremo parlare ancora di Valentino e qualche podio ce lo regalerà».

E allora aspettiamo e vediamo. In attesa della crescita di Fenati e di tutta la nuova leva di centauri tricolori, gustiamoci ancora le gesta dell’“usato sicuro” di altissima qualità, che sembra non deludere mai.

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