Fabian Cancellara, la locomotiva del ciclismo moderno

Fabian Cancellara in testa al gruppo sul pavè della Parigi-Roubaix vinta ieri (Photo Marketa Navratilova/Cor Vos)

Fabian Cancellara in testa al gruppo sul pavè della Parigi-Roubaix vinta ieri (Photo Marketa Navratilova/Cor Vos)

Lo chiamano “la locomotiva di Berna”. E ogni anno che passa è sempre più evidente il perché: Fabian Cancellara, sulle due ruote, va letteralmente come un treno. Ieri è arrivato l’ennesimo trionfo spettacolare per il ciclista svizzero, vittorioso per la terza volta in carriera nella Parigi-Roubaix.

Cancellara a terra, sfinito, dopo la vittoria di ieri nella Parigi Roubaix (Photo dotcycle.it)

Cancellara a terra, sfinito, dopo la vittoria di ieri nella Parigi Roubaix (Photo dotcycle.it)

Tutto qui? No, affatto, dato che ad esempio i “padroni di casa” belgi Roger De Vlaeminck e Tom Boonen (campione uscente ma ieri out per infortunio) ne hanno vinte 4 a testa. Il dettaglio fondamentale sta nel fatto che Cancellara è il secondo ciclista di sempre a riuscire nell’accoppiata del Nord Europa, cioè la vittoria nello stesso anno del Giro delle Fiandre e della Parigi Roubaix. Il suo precedente risale al 2010, prima di lui solo Boonen aveva fatto il bis (2005 e 2012). E non è l’unico numero storico di Cancellara, anzi, sono proprio cifre e record che possono descrivere al meglio questo specialista moderno delle corse di un giorno. Nato 32 anni fa in un paesino del Cantone di Berna, Cancellara è uno svizzero con origini lucane: fu da Atella, in provincia di Potenza, che il nonno paterno partì per la Svizzera per fare il cameriere, e tuttora Fabian ha parenti in Basilicata. Parla quattro lingue, tra cui l’italiano, ma soprattutto parla al meglio la lingua della bicicletta.

L’aspetto più curioso della sua carriera sta proprio nel modo in cui è nata, cioè trovando una vecchia bicicletta nel garage di casa all’età di 11 anni. E pensare che prima preferiva il calcio. Basta poco però a Fabian per capire che il ciclismo è il suo sport, tanto che solo 6 anni dopo, a 17 anni, troverà il primo alloro mondiale, nella cronometro juniores. E saranno i titoli mondiali la sua passione nei successivi quindici anni sul sellino: dopo l’esordio vincente del 1998, il 1999 lo vedrà fare il bis a 18 anni. E l’anno successivo sfiora il tris nell’Under 23, accontentandosi dell’argento.

Nel 2001 passa professionista, nel 2004 inizia a fare sul serio. Arriva la cronoprologo del Tour de France, davanti a un certo Lance Armstrong, all’epoca campione in carica. Intanto in casa propria fa il bello e il cattivo tempo, mettendo in fila ben 6 titoli consecutivi nel campionato svizzero a cronometro.

Il 2005 è un anno sottotono, ma il bronzo mondiale è un avviso ai big della cronometro. Nel 2006 però arriva la vera svolta e la fama globale:  prima vittoria alla Parigi-Roubaix, con arrivo a braccia alzate in solitaria. E, soprattutto, il primo titolo di campione del mondo a cronometro: ne seguiranno altri 3 (2007, 2009 e 2010), più il bronzo del 2011.

Arrivo a braccia alzate per Cancellara: è oro olimpico a Pechino 2008 (Photo Jeff Gross/Getty Images)

Arrivo a braccia alzate per Cancellara: è oro olimpico a Pechino 2008 (Photo Jeff Gross/Getty Images)

Nel 2008 sfiora l’impresa epica, quella di mettersi al collo entrambi gli ori olimpici più preziosi: a Pechino arriva il previsto trionfo nella cronometro, mentre nella prova in linea deve cedere al photofinish allo spagnolo Sanchez e accontentarsi dell’argento (prima di lui arrivò anche l’azzurro Rebellin, poi squalificato per doping). Solo Jan Ullrich, nel 2000, ci si è avvicinato quanto lui, ma con medaglie invertite (oro in linea e argento in crono).

Ma il suo anno perfetto è il 2010, con successi  indimenticabili: prima la già citata doppietta Fiandre-Roubaix, poi indossa per ben sei tappe la maglia gialla della Grande Boucle e chiude la stagione, il 30 settembre, con il vittorioso Mondiale di Melbourne. Quest’anno, dopo due ori consecutivi del tedesco Martin, il suo obiettivo è tornare “mondiale” sulle strade di Firenze, per una storica cinquina. E pensare che Fabian, forse il ciclista attualmente con più tifosi al mondo (secondo in Svizzera solo a Federer), è in scadenza di contratto con la RadioShack. Avrà anche 32 anni, ma siamo certi che la “locomotiva di Berna” farà gola a molte squadre.

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