Stephen Curry, il nuovo re del tiro da tre

Stephen Curry esulta per il raggiungimento del record da 3 punti in una stagione nella gara di stanotte (Photo Christian Petersen- Getty Images)

Stephen Curry esulta per il raggiungimento del record da 3 punti in una stagione nella gara di stanotte (Photo Christian Petersen- Getty Images)

La storia dell’NBA è la storia del basket americano. E stanotte, in una partita senza altri reali motivi d’interesse, ne è stata scritta un’altra pagina incredibile. Stephen Curry, guardia dei Golden State Warriors, si è aggiudicato il record di miglior tiratore da 3 in una stagione. Ma la sua è una storia più particolare, tutta da raccontare.

Partiamo da un dettaglio: per molti appassionati della pallacanestro, il tiro da 3 è un’arte. Non basta buttare la palla a spicchi in aria, sperando di fare centro. Ci vogliono classe e calma, spesso però unite dalla fretta e dal precario equilibrio. I 7,25 metri che separano il tiratore dal canestro non sono cosa da poco. Ma per qualcuno, come il nostro Stephen Curry, la distanza sembra quasi inesistente.

Stanotte Golden State ha vinto 99 a 88 su Portland, terminando al meglio la regular season. Ora ai playoff è attesa da Denver, ma la notizia è un’altra. Curry ha messo a segno 4 tiri da 3. Niente di speciale? Beh, in teoria no. Ma se prima della gara era il secondo miglior marcatore da 3 punti di sempre in una stagione con 268 realizzazioni rispetto alle 269 di Ray Allen nell’annata 2005-06, ora Curry lo ha superato arrivando a 272. Una media stagionale di circa 3,5 a partita in stagione. Nella speciale graduatoria dopo Curry e Allen ci sono altri specialisti del passato come Dennis Scott e George McCloud: i due si superarono tra loro nella stagione 1995-96, mettendo a referto rispettivamente 267 e 257 canestri da fuori.

Un altro record era già stato raggiunto da Curry, stavolta in coppia con il compagno di squadra Klay Thompson: con i 474 canestri da 3 messi a segno insieme hanno stracciato il precedente record NBA di Dennis Scott e Nick Anderson.

Chiariamo subito una cosa: Curry non è certo un tiratore da 3 casuale. Non solo era stato, ai tempi del liceo a Charlotte, in North Carolina, il trascinatore della squadra (tre titoli di Conference consecutivi), ma nell’ultimo anno la sua percentuale da 3 era stata spaventosa: oltre il 48%. Poi al college (ha giocato a Davidson, sempre in North Carolina), si è confermato un cecchino nel tiro da fuori con una media del 41,2%.

Approdato in NBA nel 2009, è stato protagonista da subito, anche se ha saltato parte dello scorso campionato per infortunio. Ma nella stagione 2012-13 è tornato a brillare. Il 27 febbraio scorso aveva già sfiorato un’altra impresa storica, giocando la partita migliore della carriera. Career high di punti, ben 54, con 6 rimbalzi e 7 assist. I suoi canestri sono divisi in 18/28 dal campo, 7/7 nei tiri liberi e, soprattutto, 11/13 da tre. Insomma, Stephen aveva messo a segno addirittura 11 canestri da tre punti. Uno solo in meno del record NBA, appartenente a Kobe Bryant e a Donyell Marshall. Anche se, va detto, la serata del Madison Square Garden non fu fortunatissima per Golden State, data la vittoria finale dei New York Knicks. Resta però il numero incredibile di triple, ovviamente record all time della franchigia californiana.

Torniamo però al punto di partenza: un’arte così, come molte altre, si tramanda di padre in figlio. E in questo caso, è proprio il caso di dirlo, l’allievo pare aver superato il maestro. Stephen è infatti figlio d’arte, cioè di Dell Curry, ex cestista americano e specialista, ovviamente, nel tiro da tre. Il papà infatti ha un record del 47,6% di media da 3 punti e tra il 1986 e il 2002 ha giocato stabilmente in NBA arrivando, nel 1999, a essere il miglior tiratore dell’anno da 3 punti come percentuale. E chi giocava con lui? Proprio lo stesso Ray Allen, superato oggi dal figlio di Dell, Stephen. Ah, per convincervi che quella da tre punti è una tradizione di famiglia, vi diciamo un’altra cosa: il fratello minore di Stephen, Seth, gioca ancora a livello di college basket alla Duke University. E anche Seth, ci pare ovvio, è uno specialista nei canestri dalla distanza, come dimostrano le sue ottime statistiche (a partire dai 2,7 canestri da 3 di media a partita). Insomma, quando si dice “affari di famiglia”.

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