Fognini scala Montecarlo e sveglia il tennis azzurro

Fabio Fognini impegnato a giocare una volèe in allungo di rovescio durante il suo vittorioso incontro dei quarti di finale contro Richard Gasquet (AP Photo/Lionel Cironneau)

Fabio Fognini impegnato a giocare una volèe in allungo di rovescio durante il suo vittorioso incontro dei quarti di finale contro Richard Gasquet (AP Photo/Lionel Cironneau)

22 aprile 1996-22 aprile 2013. Sono passati 17 anni esatti dall’ultima volta in cui due tennisti italiani sono stati, contemporaneamente, tra i primi 25 della classifica mondiale. Nel 1996 successe per due settimane consecutive grazie a Renzo Furlan e Andrea Gaudenzi. Nella classifica ATP pubblicata il 15 aprile ’96 Furlan toccava il numero 19, suo best ranking in carriera, mentre Gaudenzi era al 22. Sette giorni più tardi Furlan era sceso di un posizione con Gaudenzi saldo in 22esima piazza, prima che la spalla iniziasse a scricchiolare facendolo scivolare indietro. Nel ranking pubblicato stamattina l’Italia torna ad avere, 17 anni dopo, due rappresentati nella top25: Andreas Seppi rimane 18°, miglior risultato in carriera, mentre Fabio Fognini firma a sua volta il suo best ranking scalando otto posizioni e issandosi in 24esima piazza.

Il tennis italiano, insomma, dopo tanti anni bui sembra dare qualche segnale di risveglio. Lo conferma lo storico risultato ottenuto nella settimana appena conclusasi dallo stesso Fognini, che gli ha permesso di scalare la classifica diventando il decimo italiano capace di entrare nei primi 25 – la classifica ATP è stata introdotta nel 1973 – dopo Adriano Panatta (best ranking al numero 4), Corrado Barazzutti (7), Paolo Bertolucci (12), Omar Camporese, Gaudenzi e Seppi (18), Furlan, Francesco Cancellotti (21) e Filippo Volandri (25).

Il quasi 26enne di Arma di Taggia ha conquistato la semifinale del Master 1000 di Montecarlo, battendo nel proprio cammino due top10 di fila – Berdych, numero 6, negli ottavi e Gasquet, numero 9, nei quarti – prima di cedere il passo al numero 1 del mondo Novak Djokovic, che poi a sua volta riscriverà un pezzo di storia del tennis battendo in finale Rafa Nadal dopo che il maiorchino aveva vinto per 8 volte consecutivamente sui campi del Principato. Un risultato, la semifinale sui campi monegaschi, che mancava al tennis italiano addirittura dal 1995. Diciotto anni fa a riuscirci fu Andrea Gaudenzi, che, proprio come Fognini, fu costretto ad arrendersi al futuro vincitore, Thomas Muster, dopo aver sconfitto in sequenza due top10 come Kafelnikov (4) e Brugera (6).

Una semifinale in un torneo ATP di primo livello – che nel corso degli anni hanno cambiato vari nomi da Super 9 a Master Series e ora Master 1000 – non è un risultato che l’Italia del tennis maschile raggiunge tutti le settimane. Dalla semifinale di Gaudenzi al Country Club di Roquebrune, infatti, prima di Fognini era stato centrato solo altre due volte: nel 2007 da Filippo Volandri agli Internazionali d’Italia e un anno dopo da Andreas Seppi ad Amburgo. Certo, il tennista sanremese non è propriamente un esempio di continuità e, come ha detto il sempre ottimo Ivan Ljubicic negli studi post-partita di Sky «ora bisogna vedere se riuscirà a mettere in campo questo stesso atteggiamento anche nel primo turno di un torneo di Bucarest qualsiasi», ma qualcosa si muove. Nole Djokovic (nato due giorni prima di Fognini, con cui si scontra quindi fin dai tornei giovanili), Nadal, Murray e sua altezza reale il più grande giocatore della storia Roger Federer rimangono di un altro pianeta, ma l’Italia della racchetta ha finalmente un elettrocardiogramma non piatto.

E oggi, poi, potrebbe arrivare anche la ciliegina sulla torta di questa settimana storica per il tennis azzurro. Dopo la pioggia che ieri ha ritardato il programma di 5 ore, infatti, a Palermo Roberta Vinci è scesa da poco in campo contro la ceca Lucie Safarova per strappare il punto decisivo della semifinale di Fed Cup. Le azzurre, in vantaggio 2-1, cercano di eliminare le bi-campionesse in carica per conquistare la quinta finale in otto anni dopo le vittorie del 2006, 2009 e 2010 e la sconfitta del 2007 per mano della Russia, che ha già conquistato il pass per l’ultimo atto della competizione. Visto la differenza di ranking tra Vinci (n. 12) e Safarova (n. 25) l’Italia sembra favorita, anche e soprattutto perché in caso di sconfitta sarebbe decisivo il doppio in cui le azzurre possono schierare la coppia Errani-Vinci, numero 1 al mondo della specialità. Le premesse per mettere la ciliegina su una settimana da ricordare, insomma, ci sono tutte.

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