Sim, il primo “indiano” in Nba tra storia e marketing

Il gigantesco Sim Bhullar, al suo esordio in Nba contro Minnesota, sovrasta Zach Lavine (226 cm contro i "soli" 196 dell'avversario)

Il gigantesco Sim Bhullar, al suo esordio in Nba contro Minnesota, sovrasta Zach Lavine (226 cm contro i “soli” 196 dell’avversario)

Gursimran Bhullar, detto Sim. “Chi?” direte voi. Stiamo parlando di un uomo che, a suo modo, ha fatto la storia del basket americano: Sim, sceso in campo nel match della Nba tra i suoi Sacramento Kings e Minnesota Timberwolves disputatosi la sera del 7 aprile, è stato il primo giocatore originario dell’India a esordire nella lega americana.

Certo, più che di un semplice giocatore, Sim è un vero e proprio colosso: 2 metri e 26 centimetri di altezza per un peso di 161 chili. Una statura da record, che ne fanno il più alto nella stagione attuale della Nba e il sesto nella storia. Dimensioni che hanno di certo contato nella sua scelta al Draft 2014 da parte della franchigia di Sacramento. E poi, nella sfida vinta dai suoi Kings 116-111 sui Wolves, l’esordio tanto atteso, che ha festeggiato su Twitter.

Ma quel che più ha fatto scalpore, negli States e non solo, è stata appunto la sua origine indiana. Solo origini, sia chiaro. Sono i suoi genitori a provenire dalla regione del Punjab, nel nord ovest dello stato asiatico. Ma Sim è nato e cresciuto a Toronto, in Canada, e la sua nazionalità è a tutti gli effetti canadese. Poi il college a New Mexico State e, quest’anno, 39 partite in D-League (la Development League, il campionato di sviluppo dei giovani delle squadre Nba) con una media non eccelsa: 10,3 punti e 8,8 rimbalzi a partita con i Reno Big Horns, l’affiliata dei Kings.

Insomma, forse non un fenomeno. Tanto che in questo suo ormai leggendario esordio, Bhullar è rimasto sul parquet appena 16”. Poco, ma comunque tempo sufficiente per far gioire il proprietario della squadra di Sacramento, il magnate indiano Vivek Ranadive. Ebbene sì, indiano anche lui (ma di Mumbai).

Una cosa però è certa: si può parlare tranquillamente di operazione di marketing. I Sacramento Kings nell’ultimo anno si sono tuffati in pieno nel mercato indiano. Dopo il lancio della versione ufficiale del sito della società in lingua Hindi, già 22 partite nella scorsa stagione sono state trasmesse dall’emittente indiana Sony Six.

In generale il basket sta iniziando a conquistare l’India. La nazionale è in crescita e il marchio Nba è in ascesa continua, con un aumento del seguito sui social media del 500% negli ultimi due anni. Milioni i ragazzi indiani che praticano questo sport nello stato da sempre dominato dal cricket. Ma i diritti tv in un paese di 1,2 miliardi di persone sono una fetta di torta per la quale vale la pena spendere l’esordio di un colosso, pur per soli 16 secondi.

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