Vujadin Boskov, nacque oggi il maestro di calcio e di ironia

Vujadin Boskov ai tempi della Sampdoria

Vujadin Boskov ai tempi della Sampdoria

Era il 16 maggio del 1931, e a Begec, uno sperduto villaggio nel cuore di quella che oggi chiamiamo Serbia ma che, allora, era la Jugoslavia, venne alla luce un bambino di nome Vujadin. Divenne un calciatore e poi un allenatore, ma prima di tutto un uomo. Che per tutti gli appassionati di calcio è ormai leggenda. Vujadin Boskov.

Se ne è andato lo scorso anno, ma oggi avrebbe compiuto 84 anni. Importante comunque è festeggiarlo. Lo si potrebbe fare ricordandone la carriera, mai abbastanza celebrata da tifosi e addetti ai lavori.

In campo si mise in mostra tra il 1950 e il 1964, con le maglie di Vojvodina, Sampdoria e Young Boys. E in questi anni collezionò anche 57 presenze con una nazionale, quella jugoslava, che ai tempi era un undici temuto e dal bel gioco.

Poi Boskov passò in panchina, e fu soprattutto lì che fece la differenza. Allenatore in 5 paesi e 13 squadre diverse, più la propria nazionale. Vinse poco, forse, rispetto alla quantità di insegnamenti calcistici. Un campionato e due coppe di Spagna col Real Madrid, per poi approdare alla Sampdoria, dove divenne un mito indimenticabile. Coi blucerchiati ottenne l’unico scudetto della loro storia, vincendo poi due volte la Coppa Italia, una Supercoppa Italiana e una Coppa delle Coppe.

Ma il modo migliore per dire a Vujadin Boskov “buon compleanno”, secondo noi, è quello di riportare alcuni delle sue famose frasi. Perle di ironica ovvietà, battute e aforismi che hanno cambiato il calcio italiano.

 – Rigore è quando arbitro fischia

 – Se vinciamo siamo vincitori, se perdiamo siamo perditori

 – No serve essere 15 in squadra se tutti in propria area

 – Un grande giocatore vede autostrade dove altri solo sentieri

 – Meglio perdere una partita 6-0 che sei partite 1-0

 – Palla a noi, giochiamo noi. Palla a loro, giocano loro

 – Io pensa che tua testa buona solo per tenere cappello

 – Io pensa che per segnare bisogna tirare in porta

 – Squadra che vince scudetto è quella che ha fatto più punti

 – La zona? Un brocco resta un brocco anche se gioca a zona

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