O’ Fenomeno Papi fa 42 e pensa al ritiro (o forse no?)

4 novembre 1990, quinta giornata di andata del campionato di A1 maschile di volley. Falconara gioca in casa della corazzata Messaggero Ravenna, che si impone con facilità. Ma un 17enne magrolino e nemmeno troppo alto – 191 centimetri le rilevazioni ufficiali, ma forse in realtà anche qualcosa meno – esordisce in serie A per una battuta. Poi torna a sedersi per 3 mesi, ma la storia è già fatta.

Quel ragazzino, che oggi compie 42 anni e che forse – ma solo forse! – ha appena chiuso una carriera difficile anche solo da immaginare è Samuele Papi. Per tutti “O’ Fenomeno”, soprannome che si porta dietro fin da bambino ma che difficilmente sarebbe potuto essere più calzante.

Samu, nato e cresciuto a Falconara e forgiato in uno dei più grandi settori giovanili tricolori a cavallo tra gli anni ’80 e ’90, è un vero e proprio predestinato, tanto che ci mette poco a prendersi il posto da titolare per poi non cederlo più per 25 anni. Il 13 febbraio 1991, alla seconda giornata di ritorno, torna in campo contro i campioni in carica della Maxicono Parma. Al cospetto di Renan Dal Zotto non sfigura, anzi. Poi a Falconara si rompe Jon Root e Marco Paolini non ha dubbi: spazio a Papi da titolare. Tre giornate dopo, mette già a referto 20 punti. La stella, luminosissima, è ormai nata.

Strepitoso nei fondamentali di seconda linea, con una tavola al posto delle braccia nel bagher, dotato di una grandissima velocità di braccio e di una manualità fuori dal comune in attacco e con un’esplosività con pochi eguali, da quella stagione 1990/1991 Samuele Papi è sempre stato protagonista del volley azzurro. E quando gli anni hanno iniziato a farsi sentire, lui ha sopperito con dedizione, umiltà, lavoro ed astuzia, altre qualità, oltre a quelle straordinarie dal punto di vista tecnico, che lo contraddistinguono fin da giovane. 25 stagioni consecutive da titolare in serie A1: 773 partite giocate, record all-time con il secondo, Paolo Tofoli, fermo a quota 682. Ben 515 le vittorie, vale a dire i due terzi, perché oltre che fenomeno di longevità Papi lo è stato, ovviamente, anche come palmarès.

Ragazzo terribile della “Generazione di fenomeni”, nel cui gruppo entra nel 1993 ad appena 20 anni, la bacheca di Papi è infinita. Dopo Falconara il salto a Cuneo, poi 13 stagioni indimenticabili con l’orogranata della Sisley Treviso, diventato per lui quasi una seconda pelle tanto che Papi ha già dichiarato che sarà proprio Treviso la città in cui si stabilirà a fine carriera. Quindi l’ultima fermata a Piacenza.

44 i titoli vinti tra club e Nazionale, senza contare – per necessità di brevità, non per sminuirle ovviamente – le medaglie di argento e di bronzo. 2 Mondiali, 3 Europei, 5 World League, una Coppa del Mondo ma anche le cocenti delusioni a cinque cerchi, l’unico oro che gli manca come a tutta quella nazionale imbattibile ma mai sul trono più alto, dove Samu si è “dovuto” accontentare di 2 argenti e 2 bronzi. Ma è l’unico nella storia del volley, insieme al russo Sergey Tetyukhin, capace di salire sul podio olimpico in quattro edizioni diverse. 339 presenze azzurre indimenticabili.

E poi i club, e la lista di vittorie si allunga ancora: 6 scudetti, 6 Coppe Italia, 8 Supercoppe Italiane, 3 Coppe Campioni/Champions League, 2 Coppe delle Coppe, 1 Coppa Cev, 1 Challenge Cup, 3 Supercoppe Europee. In mezzo, come ciliegina su una torta ricchissima, premi individuali come ricettore, difensore ed attaccante.

Un giocatore a 360°, un vincente nato. Eppure uno che non vive per le statistiche. Nella sua ultima gara con Piacenza, gli mancavano 6 punti per arrivare agli 8mila in carriera in tra regular season e play-off. Si è fermato a 7997, senza rimpianti. Forse è questa la forza che lo ha portato a schiantare a terra 8444 palloni tra regular season, play-off e Coppa Italia: quarto all-time dietro a Hristo Zlatanov (9455), Lorenzo Bernardi (8841) e Andrea Giani (8573) ma davanti ad altre icone della pallavolo come Cantagalli, Zorzi, Bracci e Sartoretti.

A gennaio Samu aveva annunciato il ritiro a fine stagione, piegato dalla fatica del ruolo più dispendioso del volley. Ma ad aprile, messa in archivio la sua ultima gara con Trento, ha lasciato aperto uno spiraglio. Un ripensamento, o forse no.

Qualunque cosa deciderà, il 42enne Samuele Papi è già nella storia della pallavolo. Ma siamo sicuri che se avrà ancora voglia ad energia, anche all’alba dei 43 anni troverà obiettivi e record da inseguire e centrare.

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