I primi giochi Olimpici Europei: un evento storico, ma poco sportivo

Lo Stadio Olimpico di Baku, con i suoi 68000 spettatori il centro dei Giochi Olimpici Europei

Lo Stadio Olimpico di Baku, con i suoi 68000 spettatori il centro dei Giochi Olimpici Europei

Dal 12 al 28 giugno a Baku, nel lontano Azerbaijan. Sono date e luogo che segnano una manifestazione a suo modo molto importante: sta per iniziare infatti la prima edizione dei Giochi Olimpici Europei. Sì, europei, avete capito bene, anche se parliamo di luoghi che, di europeo, hanno poco. E di un evento che ha poco anche di sportivo.

Mettiamola così: oltreoceano ci sono i “Giochi Panamericani”? Ecco, ora anche noi abbiamo una sorta di Olimpiade del Vecchio Continente. Siamo in riva al Mar Caspio, ma fa nulla.

Parliamoci chiaro, sulla carta saranno 17 giorni di sport allo stato puro. I numeri parlano da soli: oltre 6000 gli atleti partecipanti da 49 paesi europei, con 253 medaglie in palio in 30 differenti attività sportive (il tutto live su Sky Sport).

Eppure di queste solo 11 permetteranno di qualificarsi per i veri Giochi, quelli di Rio De Janeiro 2016. In calendario figurano infatti anche discipline insolite come gli scacchi, il basket tre contro tre o il sambo (un’arte marziale, vince una paperella chi la conosce).

Quella che potrebbe mancare, e non è certo un lato secondario della medaglia, è la qualità dello sport in campo. Basta pensare alla comitiva azzurra: c’è Jessica Rossi, campionessa olimpica in carica di tiro a volo, e a fare da portabandiera c’è Giulia Quintavalle, la prima donna italiana a vincere un oro olimpico nel judo. Ma poco altro.

L’Italia, presente in 23 discipline, ad esempio nella scherma non porta nessun big. Tutti alle prese con gli Europei, e quindi scordatevi Aldo Montano o Valentina Vezzali. E stesso discorso vale per tutti gli sport, dal ciclismo (dove i nomi noti sono solo Viviani e Pozzato) alla pallavolo, in cui tocca ai giovani fare esperienza.

L’assenza dei grandi sportivi, insomma, è la pecca principale di questa Baku 2015. E non basta, come scusante, quella di un evento infilato nel bel mezzo di un calendario fittissimo (impossibile pensare a un Contador che a giugno prende un simile impegno).

La verità è che si è costruito tutto dal nulla per motivi economici (e non parliamo solo delle strutture avveniristiche che ospiteranno le gare). Un mega affare per Baku, che dal 2016 avrà anche il Gran Premio di Formula Uno. E soprattutto una manovra pubblicitaria per il governo dell’Azerbaijan, che ha speso miliardi di dollari per questi Giochi, ospitando anche gratis atleti e delegazioni di tutta Europa.

Ma state tranquilli, sono spiccioli per un Paese ricco in cui abbondano i giacimenti di petrolio e gas, a riempire le tasche di pochi. Tanti soldi, poca democrazia però, e ancor meno rispetto dei diritti umani. Detenuti politici in abbondanza, giornalisti e blogger spesso dietro le sbarre. Non il contorno ideale per la prima edizione dei Giochi Olimpici Europei. Che sia anche l’ultima?

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