Mondiali di atletica 2015: Bolt contro Gatlin ma non solo

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Usain Bolt contro Justin Gatlin. Sarà questo il grande tema dei Mondiali di Atletica che partono sabato – e si concludono domenica 30 – allo stadio Olimpico di Pechino, lo stesso palcoscenico che sei anni fa incoronò il giamaicano con tre ori e due record mondiali, entrambi migliorati un anno dopo ai Mondiali di Berlino. Ma per Usain, che proprio domani compirà 29 anni, il 2015 è – almeno fino ad ora – un anno complicato, sempre costretto a rincorrere – ironia del destino – il 33enne di New York.

Sono di Gatlin, infatti, tutte le migliori prestazioni stagionali sia nei 100 sia nei 200, anche con margini notevoli rispetto a Bolt. Rientrato alle gare nel 2010 dopo 4 anni di stop per doping, Gatlin cercherà di battere per la prima volta Bolt in una grande competizione, tornando su quel trono iridato che fu suo ad Helsinki 2005 in entrambe le distanze. Il 2015, insomma, dice Gatlin, il pedrigree, invece Bolt. Chi la spunterà?

Ma i Mondiali cinesi non saranno solo Bolt contro Gatlin. Nell’asta, ad esempio, il francese Renaud Lavillenie va in caccia dell’unico ora che manca nella sua bacheca mentre nel triplo è attesa una sfida stellare tra il cubano Pedro Pablo Pichardo e l’americano campione olimpico Christian Taylor. In questa stagione sono entrati entrambi nel ristrettissimo novero dei “18metristi” e a Pechino si preannunciano scintille.

Ma i grandi temi non finiscono qui. Occhi puntati sugli 800, dove il bosniaco – che si allena in Italia – Amel Tuka è leader stagionale e tenterà di beffare tutti i big della specialità, a partire dal primatista mondiale e campione olimpico David Rudisha. Colpo gobbo che proverà sui 400 piani anche l’atleta del Botswara Isaac Makwala, anche lui leader stagionale della gara in cui i favori del pronostico alla vigilia ricadono comunque sull’olimpionico grenadino Kirani James. Ma almeno in 5, tra volti nuovi e vecchi volponi, possono aspirare al gradino più alto del podio.

Gradino più alto del podio che sogna nei 3000 siepi il bianco americano Evan Jager, che dopo aver sfiorato il record mondiale a Parigini, prima di cadere all’ultima siepe, proverà a detronizzare la pattuglia africana, folta e competente come d’abitudine.

Al femminile, invece, forse manca qualche star di primo livello, capace di catalizzare l’attenzione mediatica e dei tifosi. Nella velocità la giamaicana Shelly-Ann Fraser-Price si presenta da favorita assoluta mentre parecchie altre gare si preannunciano incerte ed equilibrate, anche se magari a livelli non eccelsi.

Non sarà questo il caso del martello, dove la polacca Anita Włodarczyk ha appena riscritto il record mondiale, prima donna capace di infrangere la barriera degli 80 metri (81,08 m). Livello altissimo anche nei 110 ostacoli, con 28 atlete che in stagione hanno corso in meno di 13 secondi netti ed addirittura 12 che sono scese sotto i 12”80.

E gli italiani? Fin qui abbiamo volutamente evitato di parlare delle (poche) gare in cui gli italiani nutrono velleità di far bene, se non proprio di medaglia. Per la risicata – solo 33 atleti, 14 uomini e 19 donne – spedizione azzurra l’obiettivo è provare a fare meglio di Mosca 2013. Due anni fa l’Italia tornò a casa solamente con l’argento di Valeria Straneo nella maratona ed a Pechino ripetersi non sarà imprese facile, anche a causa di diversi infortuni pesanti.

Guarderanno infatti i mondiali da casa il triplista bronzo olimpico Fabrizio Donato, fermato ai box da problemi ai tendini, l’altista bicampionessa europea under23 Alessia Trost, che dopo essersi confermato numero 1 europea under a luglio ha alzato bandiera bianca per una lesione al tendine d’achille, e proprio la Straneo, messa KO dalla fascite plantare.

Le speranze azzurre, allora, sono riposto soprattutto nel salto in alto maschile, grazie a Marco Fassinotti e Gianmarco Tamberi. Il primo ha vinto in Diamond League a Londra ed è stato secondo ad Oslo, il secondo ha firmato il record italiano (2.37m) dopo aver conquistato la piazza d’onore, per una doppietta storica, nella capitale inglese. Non sono i primi delle liste mondiali stagionali, ma sono costanti ad altissimo livelloe  potranno giocarsela con il qatariota Mutaz Essa Barshim (2.41m), il cinese Zhang Guowei (2.38m) e l’iridato Bohdan Bondarenko (2.37m), anche perchè le migliori prestazioni stagionali di Barshim e Guoweri risalgono a maggio.

Occhio poi alla 20 chilometri di marcia femminile, dove Eleonora Giorgi si presenterà al via con il terzo crono stagionale, dietro alle imprendibili padrone di casa Liu Hong e Lu Xiuzhi, per via della maxi-squalifica doping che di fatto ha estromesso la nazionale russa. Nella stessa gara anche Antonella Palmisano ed Elisa Rigaudo si presentano con due tempi nella top10 del 2015.

Resta poco altro, con Giordano Benedetti che sogna la finale negli 800 come anche la campionessa europea Libania Grenot nel giro di pista. Ma ad un anno da Rio per l’Italia può anche andare bene così, sperando di presentarsi in Brasile con uno stato di salute migliore.

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