Hasta luego Raúl: la storia di un talento tra record e un pizzico di sfortuna

Il sorriso migliore per salutare il calcio. Raúl González Blanco!

Il sorriso migliore per salutare il calcio. Raúl González Blanco!

Immaginate che qualcuno, in Italia, si chiami Carlo Maria Bianchi. Ma che diventi famoso come Carlo. Che insomma per tutti in città, nella nazione, in tutto il mondo, Carlo vuol dire solo e soltanto lui. Ecco, questo discorso vale per Raúl. All’anagrafe Raúl González Blanco. Ma per tutti semplicemente Raúl. Uno dei più grandi attaccanti di sempre, un’icona del calcio spagnolo e del Real Madrid. Che però, a 38 anni, ha appena annunciato il ritiro a fine stagione con un messaggio video dal canale della sua squadra attuale, i New York Cosmos.

Inevitabile quindi celebrare Raúl e la sua figura di attaccante completo, in grado di attraversare ai massimi livelli circa quindici anni di calcio spagnolo ed europeo. Poi il lento declino, tra un fisico non al top e scelte di carriera tra orgoglio e soldi.

Ma gli ultimi anni del campione spagnolo non cancellano numeri e record, soprattutto di precocità. Un talento esploso prestissimo e che ha dato il meglio proprio da giovanissimo. Aveva iniziato con l’Atletico Madrid, a 13 anni, realizzando in due stagioni l’incredibile numero di 146 reti in 67 presenze.

Poi l’approdo al Real, quando Gil, istrionico presidente dei biancorossi, chiuse le giovanili per mancanza di soldi. Nei due anni, tra il 1992 e il 1994, nelle formazioni giovanili dei blancos toccò addirittura quota 180 gol. A 17 anni ecco il Real Madrid C, la terza squadra, una sorta di primavera alternativa. 16 gol in 8 partite, ancora una media spaventosa, che convincono tutti che Raúl è pronto per la prima squadra.

Il 29 ottobre del 1994 ecco l’esordio, a 17 anni e 124 giorni. Ovviamente il più giovane di sempre nella storia del Real. Alla seconda presenza, la settimana dopo, nel derby con il “suo” Atletico, ecco la prima rete e a fine stagione subito il primo titolo della Liga. E’ solo l’inizio di una carriera eccezionale, che vedrà Raúl collezionare trionfi con il suo club. Solo per citarne qualcuno: 6 campionati, 3 Champions League, 4 Supercoppe di Spagna e due Intercontinentali.

Ma quel che più impressiona sono i suoi numeri personali, come il maggior numero di presenze nella storia del Real Madrid (741). Miglior marcatore del Real nelle competizioni internazionali con 70 gol (77 in totale contando le 7 reti con lo Schalke 04) e migliore in assoluto con 323 realizzazioni. Appena raggiunto però da Cristiano Ronaldo, il suo sostituto nei cuori dei tifosi blancos, anche se persino un duro come Fabio Capello ha ammesso che nemmeno CR7 potrà mai essere amato quanto Raúl dal tifo Real.

Ma ci sono anche le piccole perle statistiche: lo storico numero 7 dei Blancos è infatti il giocatore che ha segnato in più partite diverse nella storia della Liga (186) e che per più volte (77, al pari con Hugo Sanchez) ha realizzato la prima rete di una partita del campionato spagnolo.

Numeri fantastici, che lo hanno portato a vincere ben 5 volte il premio di miglior calciatore spagnolo della rivista Don Balòn, per due volte la classifica marcatori della Liga e della Champions League e a essere nominato miglior attaccante d’Europa dalla Uefa in tre anni consecutivi (2000, 2001, 2002).

Un solo rammarico per Raúl, ma grande come la sua classe. L’aver mancato, seppur di poco, l’epoca dei trionfi delle Furie Rosse. Con la nazionale spagnola infatti, pur totalizzando 102 presenze (ottavo nella graduatoria di sempre) e ben 44 gol (secondo nella storia dopo David Villa), non ha mai trovato le gioie che forse avrebbe meritato. Persi in finale, contro l’Italia, gli Europei Under 21 del 1996, con i grandi si è sempre fermato ai quarti di finale (Europei del 2000 e Mondiali 2002). Poi, quando la Spagna ha vinto Europei e Mondiali, a partire dal 2008, lui era già fuori dal giro. Ma questa sfortuna non spazza via la sua grandezza. Gli diamo dunque l’arrivederci, con un video di qualche suo bel gol. Hasta luego Raúl.

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