La fine di un impero: niente ginnaste rumene a Rio 2016

Quando la Romania era leggenda nella ginnastica artistica: Nadia Comaneci durante la prova alla trave delle Olimpiadi di Montreal del 1976 (AP Photo/Stephanie Maze)

Quando la Romania era leggenda nella ginnastica artistica: Nadia Comaneci durante la prova alla trave delle Olimpiadi di Montreal del 1976 (AP Photo/Stephanie Maze)

“Quando sei una giovane ginnasta le parallele sono sempre molto alte”. A pronunciare questa frase, qualche anno fa, Nadia Comaneci, la rumena leggenda mondiale della ginnastica artistica. Ora le parallele, e forse non solo quelle, sono state troppo difficili per le sue connazionali. E infatti, dopo quattro decenni di dominio, la squadra femminile rumena della ginnastica artistica per la prima volta non sarà ai Giochi Olimpici di Rio della prossima estate.Dal 1976 a oggi la Romania si era sempre piazzata sul podio nella gara a squadre femminile di ginnastica artistica alle Olimpiadi, quella che misura la forza del movimento. Quest’anno, invece, la squadra rumena non è riuscita a qualificarsi ai Giochi, chiudendo il test event con un 7° posto sconfortante.

Lontani i tempi della Comaneci, che a 14 anni, a Montreal 1976, stupì il mondo con il cosiddetto “10 perfetto”, ottenendo il massimo punteggio possibile nelle parallele asimmetriche con il record di atleta più giovane di sempre a vincere un titolo olimpico. A detta di tutti gli sportivi la più grande ginnasta della storia, Nadia collezionò poi trionfi tra Olimpiadi, Mondiali ed Europei.

La Comaneci diede il via alla leggenda della Romania nella ginnastica artistica olimpica. In quarant’anni, fino a Londra 2012, 25 ori, 20 argenti e 26 bronzi. Dieci edizioni consecutive sempre sul podio nella prova a squadre. E tre volte sul gradino più alto, con l’ultimo oro ad Atene nel 2004. Una squadra seconda nel medagliere olimpico all-time dell’artistica alle spalle dell’Unione Sovietica.

Ai Mondiali dello scorso anno la Romania era già sprofondata. 13° posto e obbligo di passare appunto dal test event per sperare in una qualificazione. Ma niente da fare. Il mix tra errori dei vertici e mancato ricambio generazionale ha posto fine a una dittatura sportiva che non vedeva un momento così buio da Città del Messico 1968 (ultima Olimpiade senza ginnaste rumene). Il flop dello scorso weekend, insieme alla crescita di paesi come India, Giamaica, Trinidad e Tobago, Perù, Islanda, Irlanda, Armenia e Algeria (tutti per la prima volta ai Giochi a Rio), ha posto fine a un’era.

E il colmo è che le ragazze di Bucarest hanno fallito la qualificazione pur essendo tuttora campionesse d’Europa in carica (vittoria a Sofia 2014). Ma anche i regni più lunghi, si sa, prima o poi finiscono.

Per le Olimpiadi che si terranno a Rio dal 5 al 21 agosto la Romania avrà un solo posto. Probabilmente la fortunata sarà Larisa Iordache, unico talento espresso da questa generazione e bronzo alle ultime Olimpiadi (ma anche a ultimi Mondiali ed Europei). Dovrà provare a centrare quella medaglia che la ginnastica artistica rumena non fallisce da mezzo secolo.

La grande Comaneci, nel 2003, pubblicò un libro dal titolo “Lettera a un giovane ginnasta”. Ecco, forse se la gioventù rumena lo avesse letto i risultati oggi non sarebbero questi.

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