Gonzalo Higuaín, il nuovo Re del Gol

Higuain festeggia il suo record (foto Ansa/Ciro Fusco)

Higuain festeggia il suo record (foto Ansa/Ciro Fusco)

Dal pompiere al piccolo idraulico. Da uno svedese ad un franco-argentino. Da Gunnar Nordahl a Gonzalo Higuaín. Dopo 66 anni il trono del Re del Gol in serie A ha un nuovo padrone, ed è servita una stagione ai limiti dell’incredibile, culminata – e forse non poteva essere diversamente – da un gran gol in rovesciata (video più in basso) – per scalzare l’ex bomber del Milan dagli almanacchi.

Con la fulminante tripletta di ieri sera al già retrocesso Frosinone, il Pipita (dal soprannome del padre, El Pipa, vale a dire il tubo perché faceva l’idraulico) è salito a 36 reti in 35 presenze. Media gol: un fantascientifico 1,02 gol a stagione.

È il record nella serie A a girone unico, scalzando nei tornei a 20 squadre le 35 reti (in 37 presenze) messe a segno da Nordahl – tuttora recordman con i suoi 5 titoli di Capocannoniere – nel 1949/1950.

Ma non solo. Higuaín è diventato appena l’ottavo calciatore nella storia della serie A a girone unico capace di segnare almeno 30 gol in una stagione: oltre a Nordahl (due volte, nel 49/50 e 50/51), Istvan Nyers (anche lui 49/50 e 50/51), Giuseppe Meazza (29/30), Felice Borel (33/34), John Hansen (51/52), Antonio Valentin Angelillo (58/59) e Luca Toni (2005/2006).

E non finisce qui. Il puntero argentino del Napoli ha anche eclissato totalmente l’argentino ex Inter Angelillo, che nel 1958/1959 segnò 33 gol in 33 partite (per una media tonda tonda di 1,00) e detiene il record in un campionato a 18 squadre. Ma “grazie” alle tre giornate di squalifica di aprile, Higuain ha impiegato solo 35 gare per mettere a segno le sue 36 reti, con una media-gol quindi superiore.

Battuti, sia in termine assoluti sia di media-gol, anche i recordman per tornei a 16 e 21 squadre, rispettivamente Enrique Guaita, che nel 1934/35 con la Roma mise a segno 28 reti in 29 presenze (media 0,965) e Giampiero Boniperti, capocannoniere dell’unico torneo a 21 formazioni (1947/48) con 27 gol in 40 partite (media 0,675).

Gli unici capocannonieri che, in qualche maniera, possono dire di aver fatto appena meglio del Pipita sono Felice Borel II (Juventus) e Christian Vieri (Inter), anche loro – come Higuaín – capaci di mettere a referto un gol in più rispetto alle partite giocate, ma che grazie ad un minor numero di presenze possono vantare una media-gol appena più alta. Borel nel 1932/33 segnò 29 gol in 28 gare (media 1,036), Vieri nel 2002/2003 24 in 23 presenze (media 1,043).

Solo il granata Gino Rossetti, nel 1928/1929, riuscì ad eguagliare il Pipita, con 36 gol (in 30 partite). Ma era l’ultima stagione in cui la serie A si disputava con più gironi e non con un girone unico. Un altro calcio davvero, ancora più imparagonabile a quello di oggi rispetto a quello di Nordhal e Meazza.

Tornando al giorno d’oggi, per rendersi pienamente conto della clamorosa stagione di Higuaín basta guardare la classifica marcatori finale della serie A: il secondo ed il terzo, Dybala e Bacca, hanno segnato rispettivamente un gol in più della metà e la metà esatta rispetto a quelli dell’argentino. Dal quarto, da Icardi in giù, meno della metà.

Fantascienza. Chissà se, come con Nordahl, ora bisognerà attendere altri 66 anni per trovare l’erede al trono del Gol. Ma una cosa è certa: da ieri il nuovo Re si chiama Gonzalo Gerardo Higuaín.

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