Rio 2016, le gare da non perdere

(foto AP)

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Ieri vi abbiamo presentato gli italiani con maggiori speranze di medaglia e le gare cerchiate in rosso sul calendario degli appassionati tricolori, oggi, a poche ore dalla cerimonia di inaugurazione che aprirà ufficialmente i Giochi Olimpici, allarghiamo il nostro sguardo al mondo. Parliamo infatti degli atleti più attesi e delle gare che sono assolutamente vietate da perdere. In ballo ci sono possibili grandi prestazioni o, in alcuni casi, la storia dello sport.

Partiamo dai padroni dei due sport che probabilmente più rappresentano i cinque cerchi e che infatti, non a caso, si dividono come da tradizione il programma olimpico: atletica e nuoto. Per entrambi Rio sarà l’ultima recita di una carriera già nella storia, ma vogliono comunque chiudere con il botto per ritoccare i già tanti record che gli appartengono. Parliamo ovviamente del giamaicano Usain Bolt e dell’americano Michael Phelps.

Bolt è già l’unico ad aver fatto doppietta 100-200 in due Olimpiadi consecutive. A Rio vuole fare di più: calare il tris – staffetta veloce inclusa – in tre edizioni a cinque cerchi di fila. Sarebbero 9 ori nella velocità, inarrivabile anche qui. Tra giovani e vecchi avversari, lo sprint maschile a Rio ha un unico comune denominatore: tutti contro Usain. Che non sarà più il recordman di Pechino, ma resta il punto di riferimento e l’uomo da battere. Per le finali appuntamento lunedì 15 alle 3.25 italiane (100m), venerdì 19 alle 3.30 (200m) e sabato 20 alle 3.35 (4x100m).

Michael Phelps, invece, con i suoi 18 ori e 22 medaglie totali guarda già tutti dall’alto, tanto da essere scelto come portabandiera degli Stati Uniti d’America. Eppure nonostante le vicissitudini fuori dall’acqua, dopo 2 anni di ritiro ed una squalifica a Rio è di nuovo in corsia per scrivere un ultimo capitolo – o forse penultimo…  – della sua incredibile carriera. Il programma è alleggerito rispetto alla rincorsa a Spitz, ma comunque corposo. Sarà in vasca nei 100 (finale sabato 13 alle 3.12 italiane) e 200 farfalla (mercoledì 10 alle 3.28) e nei 200 misti (venerdì 12 alle 4.01). Con la possibilità, ovviamente, di guadagnare il posto anche in tre staffette: 4x100sl, 4x200sl e 4×100 mista.

Rimaniamo al nuoto, dove gli altri due uomini copertina sono ancora a stelle e strisce. Ryan Lochte, il secondo uomo più decorato di sempre dietro Phelps, per la sua quarta Olimpiade sarà in vasca nella gara individuale solo nei 200 misti, per l’ultimo duello con l’altro vecchietto a stelle e strisce. Tra le giovani leve, invece, Katie Ledecky vuole diventare la regina indiscussa della vasca. Dopo l’oro di Londra a 15 anni, a 19 vuole manciate di ori. Va in caccia della tripletta nello stile libero sui 200 (mercoledì 10, ore 3.19), 400 (lunedì 8, ore 4.01) e 800 metri (sabato 13, ore 3.20).

Rimanendo in acqua, ma spostandoci nella piscina dei tuffi, non si può non parlare di Thomas Daley. Il 22enne britannico, nell’élite mondiale dei tuffi fin dalla giovanissima età, a Rio cerca la consacrazione finale: sconfiggere i cinesi e mettersi al collo l’oro a cinque cerchi. Ci proverà dalla “sua” piattaforma 10 metri, sia nella gara individuale (sabato 20, ore 21.30), sia in quella sincro (lunedì 8, ore 21).

Lasciamo la vasca per tornare sulla pista di atletica. Detto di Bolt, la velocità anche al femminile offre notevoli spunti di interesse. Nei 100 metri (domenica 14, ore 3.35) l’olandese Dafne Schippers proverà a infilarsi un oro storico strappandolo ad americane e caraibiche. Per riuscirci dovrà detronizzare la giamaicana Shelly-Ann Fraser-Pryce, prima donna a vincere i 100 in due Olimpiadi consecutive. Una sfida che, verosimilmente, potrebbe ripetersi anche nei 200 (giovedì 18, ore 3.30), con la Fraser a caccia dell’oro che manca dalla sua bacheca.

Per quanto riguarda il fondo, invece, gli occhi sono puntati sul britannico Mo Farah. Già autore della bis 5.000 e 10.000 metri a Londra 2012 ma anche agli Europei 2010 e 2014 ed ai Mondiali 2013 e 2015, il suddito di Sua Maestà di origine somala va a caccia della sua sesta doppietta nelle grandi competizioni. Sarebbe appena il secondo nella storia, dopo il finnico Lasse Viren nel ’72 e nel ’74, con la doppia doppietta a cinque cerchi. Appuntamento domenica 14 alle 2.24 (10.000) e domenica 21 alle 2.30 (5.000).

Dalla pista alle pedane, dove sono attesi grandi duelli nell’alto (mercoledì 17, ore 1.30) e nel triplo (martedì 16, ore 14.50) maschile. Nell’alto, orfano del nostro Tamberi, occhi puntati sul duello tra il qatariota Mutaz Essa Barshim e l’ucraino Bohdan Bondarenko. Chissà che non tremi, dopo 23 anni, anche il record del Mondo di Javier Sotomayor (2,45m). Nel triplo, invece, è annunciata una sfida a tre tra il cubano Pedro Pablo Pichardo ed i due statunitensi Christian Taylor e Will Claye. Qui il Mondiale di Jonathan Edwards ha “solo” 21 anni e sembra un più difficile possa tremare, ma mai dire mai se i tre dovessero stimolarsi a vicenda.

Tra i plurititolati in cerca dell’ultimo allora a Rio ci sarà anche Bradley Wiggins. Il ciclista britannico torna al suo amore originale, la pista, per diventare il britannico più medagliato di sempre alle Olimpiadi. Ora con 7 (di cui 6 d’oro) deve dividere l’onore, che vuole prendersi tutto per sé, con l’altro pistard Chris Hoy. Wiggo iniziò con la pista, dove ha vinto tutto, per poi dedicarsi per 7 anni alla strada in cui ha raggiunto l’apice conquistando il Tour de France. Nel 2014 il ritorno alla pista per il record dell’ora – impresa riuscita – ed ora, a 36 anni, insegue – letteralmente! – l’ottava medaglia con l’inseguimento a squadre (venerdì 12, ore 23.42), in cui, manco a dirlo, c’è odore di record del mondo.

Dalla pista allo sterrato, ma sempre sulle due ruote. La gara di cross country (domenica 21, ore 17.30) a Rio avrà una guest star molto particolare e che vorrebbe scombinare i piani degli specialisti. Lo slovacco Peter Sagan, campione del Mondo in carica su strada, ha giudicato troppo dura per le sue caratteristiche la gara in linea brasiliana ed ha optatoper quella di cross-country. Una specialità non nuova per lui, che da juniores è stato campione Europeo e del Mondo, ma a cui non si dedicava seriamente da tanti anni. Dopo il Tour de France, in cui ha conquistato la maglia verde a punti, ha fatto una full immersion di un mese per prepararsi all’impegno a cinque cerchi sullo sterrato.

Non solo sport individuali, però. O meglio, non solo gare individuali. A Rio Rafael Nadal farà il pieno. Nonostante un polso non al 100%, il maiorchino – portabandiera spagnolo – prenderà parte a tutti e tre i tornei di tennis: individuale (finale domenica 14 agosto) ma anche doppio, in coppia con Marc Lopez (finale venerdì 12 agosto), e doppio misto con Garbiñe Muguruza (finale domenica 14 agosto). Il grande assente, sui campi da tennis, sarà ovviamente Roger Federer, che ha chiuso anzitempo il suo 2016 per problemi fisici salutando – con tutta probabilità in via definitiva – l’inseguimento all’unico alloro che manca alla sua carriera: l’oro olimpico individuale. Dovrà accontentarsi di quello vinto in doppio a Pechino 2008 con Wawrinka.

Per gli sport di squadra non si possono non cerchiare in rosso sul calendario basket e volley. Nella pallacanestro è atteso il solito dominio a stelle e strisce ma sia al maschile (finale domenica 21, ore 20.45) sia al femminile (sabato 20, ore 20.30) i motivi di interesse sono comunque tanti. Nella versione maschile di Team USA le assenze sono tantissime – LeBron James, Steph Curry, Russell Westbrook, James Harden, Anthony Davis, Kawhi Leonard – ma il roster di coach K deborda comunque di talento. La stella indiscussa sarà Kevin Durant, e Rio sarà l’occasione per vederlo all’opera per la prima volta con altri due futuri compagni di squadra ai Warriors: Thompson e Green. Tra le donne, invece, gli States vanno a caccia del sesto oro consecutivo, che ritoccherebbe un record già in possesso di Team USA. La stella al femminile è Elena Delle Donne, 27enne di lontane origini italiane che ha appena ufficializzato la sua omossessualità ed ha una storia molto particolare, visto che al college abbandonò la corazzata Connecticut per tornare a casa e dedicarsi per due anni al volley prima di tornare sotto canestro.

Ma c’è anche il volley, dicevamo. E se l’Italia insegue un oro che sembra una chimera, a Rio già solo gli impianti scelti per uno degli sport nazionali brasiliani faranno notizia. Le gare indoor, infatti, si disputeranno al  Maracanãzinho, un impianto da ben 11.800 spettatori che sorge proprio di fianco all’iconico Maracanã. Per il beach, invece, ci si sposterà direttamente sulla spiagga di Copacabana, una tra le più famose al mondo.

Ma gli spunti non finiscono qui. Per l’indoor (finale maschile domenica 21 alle ore 18.15, femminile sempre il 21 ma alle 3.15) l’uomo copertina non può non essere Sergey Tetyukhin. Lo schiacciatore 41enne sarà il portabandiera della Russia ed a Rio metterà a segno un record: la sesta partecipazione a cinque cerchi, staccando il nostro Samuele Papi che condivideva il record a quota 5.  Ma non finisce qui, perché Tetyukhin vuole prendersi un altro record che condivide con il 43enne italiano: le medaglie olimpiche. Tutti e due sono a quota 4, con il russo che vuole infilarsi al collo la quinta. Per lui, peraltro, sarebbero cinque consecutive dopo l’argento di Sydney, i bronzi di Atene e Pechino e l’oro di Londra.

Sulla sabbia, invece, gli occhi saranno più che mai puntati sulle coppie di casa. I brasiliani, pur essendo da sempre nazione leader della specialità, alle Olimpiadi hanno sempre raccolto molto poco, visto che in bacheca hanno un solo oro al maschile (2004) ed uno al femminile (1996) a fronte di ben 6 argenti. Con Kerri Walsh orfana della ritirata Misty May, le coppie brasiliane riusciranno a riprendersi il gradino più alto del podio?

Chiusura dedicata ai nuovi sport che entrano nel programma olimpico proprio a Rio: rugby a 7 e golf. Mentre il CIO già guarda a Tokyo, aprendo le porte – tra ritorni e novità assolute – a ben 5 sport, il golf torna nel programma a cinque cerchi dopo ben 112 anni di assenza. Purtroppo, però, a Rio molti tra i più forti golfisti del mondo non ci saranno, tra le paure per il virus Zika o, molto più semplicemente, per la disaffezione verso un appuntamento che non rientra nei classici del tour. Jason Day, Dustin Johnson, Adam Scott, Rory McIlroy, Graeme McDowell e molti altri guarderanno i green brasiliani da casa. Ma gli assenti hanno sempre torto ed allora il primo candidato all’oro olimpico (ultimo giro domenica 14 alle ore 12.00) è lo svedese Henrik Stenson, fresco vincitore dell’Open Championship.

Buona Olimpiade a tutti.

Una risposta a “Rio 2016, le gare da non perdere

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