14 novembre 1973, quando l’Italia riuscì a domare i leoni inglesi

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Sulla destra il portiere inglese Peter Shilton, in tuffo, con un disperato tentativo di salvare la propria porta. Ma la palla è già entrata e così Fabio Capello, l’autore del gol, esulta visibilmente a braccia alzate.

Prendete un tabù da sfatare, undici eroi in maglia azzurra e un pallone rotondo. Aggiungete un pizzico di fortuna e condite con un mezzo errore del più forte portiere della storia d’oltremanica. Eccovi servita l’impresa della nazionale italiana di calcio di 43 anni fa, quando per la prima volta tornammo vincitori da una trasferta contro l’Inghilterra.

Da sempre gli inglesi si vantano di aver inventato il football. E noi, che all’epoca avevamo già vinto due Mondiali (mentre loro solo uno appena sette anni prima), non li avevamo mai battuti in casa loro. Alle epiche sfide tra Italia e Inghilterra abbiamo già dedicato un pezzo lo scorso anno.

Ma il match che la sera del 14 novembre del 1973, nel mitico stadio di Wembley, vide il nostro primo successo nella Perfida Albione, merita di essere ricordato in questo suo anniversario.

L’Italia, all’epoca vicecampione del mondo in carica dopo il secondo posto messicano del 1970, gioca bene. Valcareggi può già contare su due futuri campeones del 1982: Dino Zoff in porta e Franco Causio a centrocampo. Poi in squadra abbondano giocatori di esperienza e qualità: Facchetti, Burgnich, Rivera, Chinaglia e Riva, cui vanno aggiunti Spinosi, Benetti e e Bellugi. Tra i padroni di casa inglesi pochi nomi da ricordare, tranne il capitano, il 32enne Bobby Moore, e il portiere Peter Shilton, che si rivelerà negli anni un talento incredibile.

Come da tradizione, e come visibile anche nelle immagini d’epoca, l’Italia si difende e soffre gli attacchi inglesi. Per 86 minuti difesa e contropiede, e i loro 19 calci d’angolo, contro appena 2 nostri, parlano chiaro. Zoff, che ci tiene a mantenere la sua imbattibilità in azzurro in corso da 917 minuti, ci salva in un paio di occasioni.

Ma quando Chinaglia, che quell’anno trascinerà la Lazio al suo primo Scudetto, prende palla sulla destra, cala su Wembley il vento della leggenda. Quel vento che spinge la palla con forza contro Shilton. Il numero 1 inglese respinge malamente e la sfera finisce sui piedi di Fabio Capello, che insacca. Uno a zero per noi. Trionfo.

Evidentemente il 14 novembre porta bene agli Azzurri nelle sfide in terra britannica, dato che la partita giocatasi lo stesso giorno del 1934 è ancora oggi ricordato come quella dei Leoni di Highbury. Un ko per 3 a 2 divenuto però emblematico, poiché nessuno era mai andato così vicino a fermare gli inglesi.

L’amichevole del 1973, utile anche per prepararsi al Mondiale di sette mesi dopo, non fu però di buon auspicio. A giugno del 1974 infatti, in Germania, fummo eliminati già nel girone eliminatorio. E ci resto così solo la gloria di quel trionfo, bissato poi, nel 1997, grazie a Zola. Ma questa è un’altra storia.

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