Adeus Chapecoense: gesti di solidarietà e passato che ritorna

chapecoense

Una delle tante immagini circolate in rete in questi giorni e dedicate al disastro della Chapecoense, con l’aereo coi colori della squadra che vola in cielo.

28 novembre. Cielo colombiano. Un aereo con a bordo 81 persone, tra cui giocatori, dirigenti e staff tecnico della squadra brasiliana di calcio della Chapecoense, si schianta causando la morte di quasi tutti i passeggeri. Un disastro che ha dato il via a solidarietà e tristi ricordi.

La Chapecoense si stava recando a Medellìn per sfidare l’Atletico Nacional nella finale della Copa Sudamericana (equivalente d’oltreoceano dell’Europa League).

Una squadra di Chapecò, cittadina di 183 mila abitanti nello stato di Santa Catarina, fondata nel 1973 e fino a pochi anni fa nelle serie minori brasiliane, inseguiva un sogno. Qualcosa di incredibile come e più dell’approdo in Serie A, nel 2014, e del raggiungimento finale del secondo posto in classifica.

Una storia fin qui simile a quella del Parma. Due città con poco meno di duecentomila abitanti e un percorso comune, con la risalita dalle serie minori fino alle gioie continentali.

Peccato che il disastro aereo ha cancellato qualsiasi lieto fine. Ma come spesso accade in situazioni così tristi è la solidarietà a vincere. Come quella dello stesso Atletico Nacional, che ha chiesto l’assegnazione del trofeo alla società brasiliana. Per non parlare, ovviamente, delle migliaia di persone che a Chapecò da giorni portano fiori allo stadio della squadra, l’Arena Condà.

E tra le ipotesi di gesti clamorosi, nelle ultime ore, si sono susseguite anche quelle del ritorno in campo, con la maglia della Chapecoense, di campioni del calibro di Ronaldinho e Riquelme. Entrambi hanno smesso con il calcio professionistico nel 2015, ma dal prossimo anno potrebbero tornare a giocare gratis con la squadra rimasta orfana dei suoi giocatori.

Inoltre le federazioni calcistiche di Argentina e Brasile hanno già annunciato che tutti i club potranno prestare gratuitamente giocatori alla Chapecoense, mentre il Club Libertad di Asunciòn, la capitale dell’Uruguay, ha offerto addirittura tutta la propria rosa.

Ma ragionando sul breve termine le cose sono ben diverse. La Chapecoense avrebbe dovuto giocare, il prossimo 11 dicembre, l’ultima partita del campionato brasiliano contro l’Atletico Mineiro. Per ora il match è stato rinviato, ma dal club non escludono di volerlo giocare con le giovanili.

Proprio come accadde per il Manchester United, che nel 1958 perse otto giocatori e tre membri dello staff nel disastro aereo di Monaco di Baviera. Un evento che fu decisivo nell’aumento dei tifosi dei Red Devils, proprio per il dolore provocato nei cuori degli inglesi da quelle morti.

Anche nel 1949, quando il 4 maggio la tragedia di Superga si portò via il Grande Torino, le giovanili furono simboliche. Scomparsi ben 18 calciatori granata, nelle ultime quattro partite sia il Toro sia gli avversari di turno schierarono i ragazzini. Ma in ogni caso il campionato fu assegnato a tavolino al Torino.

Nel 2015, in ricordo di quel giorno, la Fifa ha proclamato il 4 maggio “giornata mondiale del gioco del calcio”. Chissà che in futuro il ricordo della Chapecoense non porti il 28 novembre a una simile immortalità.

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