Un viaggio indietro nel tempo chiamato Roger Federer

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Roger Federer esulta al momento della vittoria nella finale di Melbourne contro Rafael Nadal (Photo by tenisweb.com)

No, non siete entrati in una macchina del tempo. Tutto vero. Lo sport può essere magia e a dimostrarlo è stato l’incredibile epilogo degli Australian Open di tennis, con il trionfo di Federer su Nadal. Ma partiamo dall’inizio…

Una di quelle mattine invernali in cui tv e coperte pesano come un piatto di melanzane alla parmigiana. Poi, improvviso, il dubbio: in che anno siamo? 2017 o qualche anno prima?Perché me lo chiedo? Perché c’è Federer in finale. Ovviamente contro Nadal.

Nello speciale di approfondimento spiegano che il giorno prima si è disputata la sfida tra le due sorelle Williams, Serena e Venus, con la prima, la più giovane, a superare la seconda.

Dopo pranzo però si cambia sport, si passa al calcio, per capire se si tratta di uno scherzo. E invece i gol di Chiesa e Simeone sembrano confermare in quali anni ci troviamo. Cambio canale. C’è Totti in campo con la Roma, sempre seconda in classifica. Il telecomando non può fallire, riprovo. La Juventus vince ed è prima. Buffon mantiene la porta imbattuta.

Il timore, misto a emozione, di aver viaggiato nel tempo, inizia a prendere piede. Vediamo un po’, come è andata la finale di Coppa Italia di volley? Cosa? Ha vinto la Lube? Assurdo, non può essere un caso, hanno vinto ben quattro volte tra il 2000 e il 2009.

Ecco, qui mi toglierò ogni perplessità. Si parla del prossimo Mondiale di Moto Gp. “Valentino Rossi, nuova stagione ancora in sella alla Yamaha…”. Da non credere.

Forse è il mondo sportivo a ingannare. Provo con il vecchio Festival di Sanremo e scopro che sta per iniziare e che ci torturerà con le voci di Marco Masini e Gigi D’Alessio.

Ma allora è vero, siamo davvero tornati alla prima decade degli anni duemila?

No, purtroppo o per fortuna no. Ma per un attimo il dubbio ci era venuto.

PS

Perdonate questa uscita insolita. Ma per eventi talmente unici nella storia dello sport, come la vittoria di Roger Federer in finale a Melbourne su Rafa Nadal, si fatica a trovare le parole giuste per una celebrazione. E allora ecco la follia simulata, così da non dovervi annoiare con numeri e record sempre più assurdi e mai abbastanza aggiornati.

Si va dal quinto trionfo in Australia, dove non vinceva da sette anni, allo Slam numero 18 in carriera. Federer che non batteva Nadal in una finale Slam da 10 anni. Federer primo a vincere almeno 5 titoli in 3 differenti tornei del Grande Slam. Federer che non vinceva uno slam da 5 anni e lo fa a 35 anni e mezzo, più vecchio di sempre dopo Ken Rosewall, che in Australia nel 1972 vinse a 37 anni. E si potrebbe continuare ancora a lungo.

Federer si è confermato il numero 1 della storia di questo sport. E Nadal, ancora una volta, ha dimostrato di essere il numero 1 dei numeri 2.

E la straordinarietà di questa finale è stata anche un’altra: un 35enne e un 30enne, due giocatori in decadenza (da oggi Roger decimo e Rafa sesto nella classifica Atp), sono stati in grado di attirare su di loro l’attenzione di tutto il mondo, e di portarlo indietro nel tempo.

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