Tom is magic: Brady guida i Patriots ad una rimonta storica nel Super Bowl

(foto Darron Cummings / Associated Press)

Tom Brady festeggia il suo quinto anello ed il suo quarto MVP (foto Darron Cummings / Associated Press)

Caso chiuso. Ecco a voi la Dinastia, con la D maiuscola, e la coppia composta dal più grande quarterback e dal più grande head coach di tutti i tempi. Prima di stanotte era un’affermazione probabile, ora è una verità incontestabile. Parliamo dei New England Patriots, di Bill Belichick e di Tom Brady. A rendere ancora più immortali i loro curriculum sportivi, il Super Bowl più pazzo ed incredibile dei 51 anni di storia. Il primo deciso all’overtime. Il quinto conquistato dai Patriots dal 2001 ad oggi su 7 giocati.

Ma andiamo con ordine. Mai nella storia del Super Bowl una squadra aveva saputo rimontare più di 10 punti di svantaggio. Ed i Patriots stanotte hanno fatto molto di più. Sotto 21-3 all’intervallo, poi addirittura 28-3 nel corso del terzo quarto. All’inizio dell’ultimo quarto i Falcons erano ancora avanti di 16 punti con il 98,9% di probabilità, secondo i numeri di ESPN, di portare a casa l’anello. Di più: durante la partita ci sono state 20 differenti occasioni in cui Atlanta aveva il 99% o più di chance di vincere il titolo.

L'abbraccio a fine gara tra Tomb Brady e Bill Belichick (foto David J. Phillip / Associated Press)

L’abbraccio a fine gara tra Tomb Brady e Bill Belichick (foto David J. Phillip / Associated Press)

Eppure i festeggiamenti saranno a Boston per un semplice motivo, anzi due: Bill Belichick e Tom Brady. Il primo, il coach, soprannominato “il felpa” per la sua mise sulla sideline, non ha perso la testa insieme ai suoi coordinatori Josh McDaniels e Matt Patricia. D’altronde nessun head coach prima di lui era stato sulla sideline per 7 Super Bowl, né tantomeno ne aveva vinti 5. L’altro, conosciuto magari dai non appassionati per essere il marito della top model brasiliana Gisele Bundchen, ha fatto ciò che fa da quando fu scelto con il pick 199 del Draft 2000: mantenuto la calma e guidato i suoi passaggio dopo passaggio.

L'incredibile ricezione di Julian Edelman (foto Charlie Riedel / Associated Press)

L’incredibile ricezione di Julian Edelman (foto Charlie Riedel / Associated Press)

E come spesso gli è accaduto in carriera, si è adattato in corsa ed è riuscito a sfruttare le armi a propria disposizione. Che con Rob Gronkowski sulla sideline operato allo schiena hanno preso il nome e le sembianze di Julian Edelman, il WR che al college faceva il QB per un ateneo di secondo livello, capace di completare forse la ricezione più incredibile della storia del Super Bowl, e di James White, running back scelto al quarto giro dall’università di Wisconsin-Madison. Più che un vero e proprio running-back, però, White è un’arma tattica: un cosiddetto “passing-back”, perché più che sul terreno svolge il suo lavoro uscendo dal backfield per ricevere sul corto.

James White segna il touchdown della vittoria all'overtime (foto Elise Amendola / Associated Press)

James White segna il touchdown della vittoria all’overtime (foto Elise Amendola / Associated Press)

Missione svolta alla perfezione questa notte: è diventato il primo nella storia capace di segnare 2 touchdown su corsa ed uno su ricezione nello stesso Super Bowl ed anche il primo con 14 ricezioni, mentre si è “accontentato” di eguagliare il record di 3 TD totali, incluso quello della vittoria.

Al resto ci ha pensato Tom. Come sempre. Ha orchestrato due drive da 8 punti ciascuno nel quarto periodo (mai nella storia c’erano state due conversioni da 2 punti al Super Bowl) e portato i suoi a segnare negli ultimi 5 drive offensivi completi per andare a prendere il suo quinto anello. Eguagliato il record di Super Bowl vinti da un giocatore e di titoli NFL (comprensiva quindi anche dell’era pre Super Bowl) di un QB. Diventa il secondo più anziano a vincere, battuto solo di un centinaio di giorni da Peyton Manning, e quello con più anni di distanza tra il primo e l’ultimo titolo.

E l’ultimo è l’anello più bello, per tanti motivi. Intanto perché la stagione era iniziata con 4 partite di sospensione dovute alla farsa del Deflategate, poi perché ha potuto dedicare il titolo alla madre malata da tempo. E poi perché, statisticamente, ha fatto molte cose mai fatte prime, lui che già deteneva praticamente tutti i record cumulativi legati al Super Bowl. E che ora ha ovviamente ritoccato.

Ha portato a casa il quarto titolo di MVP del Super Bowl con 466 yards su passaggio (record), frutto del maggior numero di passaggi mai tentati (62) ma anche completati (43). Ed ovviamente nessuno aveva mai orchestrato una rimonta dallo 0,4% di probabilità di vittoria. Ma non vi tedio oltre e vi rimando all’incredibile lista di record fatti segnare nella gara di stanotte. Leggetela, perché ha davvero dell’incredibile. E può essere riassunta forse così: Tom Brady ha 15 TD pass in carriera al Super Bowl. I 45 quarterback scelti nel 1° giro dei 16 draft successivi al suo ne hanno, cumulativamente, proprio 15. Il più grande di sempre, senza ombra di dubbio ormai.

Come? C’erano anche gli Atlanta Falcons in campo stanotte, dite voi? Si, vero, ma loro sono entrati nella storia dalla porta sbagliati. La storia è dei vincenti, e la storia stanotte l’hanno scritta i New England Patriots e Tom Brady.

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