Il saluto di Bolt, l’ultimo fulmine

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Il mito prima di diventare tale: Usain Bolt prima dello start della semifinale dei 100 metri ai Giochi Olimpici di Pechino del 2008. Quelli che lo riveleranno al mondo. (Photo by Heinz Kluetmeier for Sports Illustrated)

Ore 22.45 italiane di oggi. Le 21.45 di Londra, dove sono appena iniziati i Mondiali di Atletica. Gli ultimi 100 metri di Usain Bolt, la fine di un’era.

Il campione giamaicano ha confermato quanto annunciato ormai da tempo: si è fatto “vecchio”, è ora di smettere e l’intenzione è di farlo dopo questi Mondiali, per essere ricordato da vincente. Il 21 agosto Bolt soffierà infatti su 31 candeline. Per un velocista sono davvero tante. Anche per chi, come lui, ha dominato la disciplina negli ultimi dieci anni, riscrivendo ogni tipo di record.

Basti pensare che su molti sportivi si sono aperti dibattiti. Nel calcio tra Maradona e Pelè, o magari adesso tra Messi e Cristiano Ronaldo. E poi la disfida Borg-McEnroe o quella Sampras-Agassi nel tennis. E così via. Nell’atletica nessuno ha dubbi: Usain Bolt è il più grande di sempre.

A parlare per lui il dominio incontrastato dal 2008 al 2016. Mai rivali concreti, mai un cedimento. Un mostro, che ha firmato un record dietro l’altro, una medaglia d’oro dietro l’altra.

Il suo 9.58, record mondiale nei 100, resiste dal 2009. Tre anni dopo ci ha aggiunto la ciliegina del 9.63, record olimpico. Stesso discorso con i 200, entrambi proprietà di Bolt, rispettivamente con 19.19 e 19.30

A celebrarlo dopo la gara saranno in tanti. Noi allora lo  facciamo prima, per assicurarci che non vi dimentichiate, stasera, di guardare la gara. Restando, per l’ultima volta, accecati da Bolt. Il fulmine Bolt.

Per i pochi che non lo sapessero, infatti, Bolt in inglese significa proprio fulmine. Ecco, per capire la sua grandezza e il momento in cui si trova oggi, basta un traduttore.

Bolt in italiano può essere tradotto come fulmine, appunto. Ma anche come freccia, altro sinonimo di velocità. Ma può significare anche balzo, come quello del giamaicano al via dei 100 metri.

Purtroppo però tra i significati di Bolt c’è anche il verbo abbandonare. Perché chiunque sia appassionato di sport da stasera si sentirà abbandonato dal più grande corridore di tutti i tempi.

A meno che nel 2020, poco prima di compiere 34 anni, il Re non ci ripensi. E non si ripresenti alle Olimpiadi di Tokyo per riprendersi scettro e corona. Chissà…

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