Playoff Mondiali: Italia-Svezia. Ecco perché passeremo noi

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Il tifo azzurro è sempre un’arma in più. Ma l’Italia, per battere la Svezia, si può affidare anche alle statistiche… (Foto LaPresse)

Tra 8 mesi, in Russia, o noi o loro. Ieri il sorteggio: l’Italia sfiderà la Svezia nello spareggio per chi andrà ai prossimi Mondiali. Ecco perché, tra statistiche e curiosità, abbiamo il diritto di crederci.

Il 10 e il 13 novembre, infatti, conosceremo il futuro prossimo della nostra Nazionale di calcio. Anche solo l’idea che questo futuro non preveda la partecipazione alla Coppa del Mondo 2018 non ha senso. Poche le statistiche a favore della Svezia, ben superiori le ragioni che ci portano a pensare “ce la faremo”.

PERCHE’ SI PUO’ QUALIFICARE LA SVEZIA

In molti sostengono che fosse la peggior avversaria possibile per gli Azzurri. Di fatto, nel ranking Fifa, gli svedesi sono in 25esima posizione. Peggio solo dell’Irlanda del Nord (23), ma meglio dell’Irlanda (26) e della Grecia (47).

Dopo l’addio di Ibrahimovic alla Nazionale, la Svezia in avanti punta sulla coppia Berg-Forsberg. Quest’ultimo in particolare è forse l’unico talento dei nostri avversari. 26 anni da compiere tra una settimana, ieri è andato in gol con il suo Red Bull Lipsia in Champions League. Ma fa paura soprattutto per gli assist: ben 22 lo scorso anno, nessuno come lui in Bundesliga.

A Ventura, a meno di recuperi miracolosi, mancherà per infortunio Andrea Belotti. Il centravanti del Torino, forse il pezzo più pregiato per valore di mercato in casa Italia, è stato il secondo miglior marcatore di queste qualificazioni tra gli azzurri con 4 reti (meglio solo Immobile con 6).

Difficile trovare altre ragioni per cui dare credito agli svedesi. Una curiosità però l’abbiamo trovata. Per 19 volte nella sua storia l’Italia ha fallito un calcio di rigore (durante i minuti regolamentari, non nelle serie finali). Una fu proprio contro la Svezia, con Roberto Mancini, nel 1987, in una sfida di qualificazione agli Europei dell’anno successivo.

PERCHE’ SI QUALIFICHERA’ L’ITALIA

Partiamo dai precedenti. In 23 sfide l’Italia ha battuto la Svezia circa la metà delle volte, cioè 11. Per 6 volte è finita in parità e solo in 6 casi gli scandinavi ci hanno battuto. Ma soprattutto loro non ci battono dal 1998 (1 a 0 in amichevole a Goteborg). Mentre l’ultima volta, agli Europei del 2016, vincemmo noi (sempre 1 a 0, con gol di Eder, che probabilmente sarà convocato dal ct Ventura a novembre).

Il campione indiscusso della storia del calcio svedese è chiaramente Zlatan Ibrahimovic. Per capirci: ora il titolare è Berg, che a 31 anni è arrivato a 14 reti con la maglia del suo Paese. Ibra, invece, è il top scorer di sempre con 62. Però non solo ha dato l’addio alla Nazionale ma, anche se dovesse ripensarci, non potrebbe giocare perché in ripresa da un infortunio. Buon per noi…

La Svezia, in difesa, punta tutto sul suo strapagato centrale Victor Lindelof. In estate il Manchester United lo ha preso dal Benfica per la cifra stratosferica di 35 milioni di euro (più 10 di bonus). Ma per lui finora in stagione solo pochi minuti in campo e 5 presenze complessive, di cui un paio da subentrato. Poca roba.

Guardare al resto della squadra svedese mette forse ancor più ottimismo. La coppia d’attacco, ad esempio, è formata da trentunenni. Ola Toivonen, 7 gol lo scorso anno con il Tolosa, quest’anno in Francia è fermo a 7 presenze senza mai andare in rete. Marcus Berg ha realizzato finora 3 gol in 2 partite. Sì, ma con l’Al Ail, negli Emirati Arabi. Gli altri? Tra i probabili convocati ci sono Rodhen del Crotone, Helander e Kraft del Bologna e addirittura Armenteros del Benevento. Pochissima roba.

L’andata si giocherà in Svezia, alla Friends Arena di Solna, lo stesso stadio che il 24 maggio scorso ha ospitato la finale di Europa League. A vincere, contro l’Ajax, il Manchester United. Con i Red Devils in campo c’era un italiano, Matteo Darmian, uno dei terzini più presenti nella gestione azzurra di Ventura. Insomma, Darmian sa già come si fa a vincere in questo stadio da 50.000 posti, e lo spiegherà ai compagni di squadra.

Per la sfida di ritorno la scelta della Federazione è caduta su Milano. Difficile, anzi impossibile, fare meglio. In quello che un tempo era San Siro e oggi è il Giuseppe Meazza l’Italia è imbattibile. 42 le partite disputate in questo stadio: 31 vittorie, 11 pareggi e nessuna sconfitta.

Insomma, basterà affidarci alle statistiche e potremo preparare la valigia per la Russia.

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