Houston, abbiamo un titolo!

Gli Houston Astros festeggiano con il trofeo delle World Series (foto Jayne Kamin-Oncea/USA TODAY Sports)

Una gara-7 che assegna un titolo è, per definizione, una partita che in qualche modo scrive la storia. Ma quella di stanotte, che ha regalato agli Houston Astros le prime World Series della propria storia, lo è un po’ più del solito.

Intanto perché Houston ha messo fine all’attesa più lunga attualmente in essere in MLB, la terza più lunga della storia, conquistando il primo titolo al 56esimo anno di vita della franchigia, a poco più di 2 mesi dal terribile uragano Harvey che nella seconda metà di agosto ha martoriato la città producendo devastazione per centinaia di milioni di dollari ed una novantina di morti. E gli Astros lo hanno fatto dopo essere già diventati la prima squadra capace di rappresentare sia la National League sia l’American League alle Worlds Series. Nel 2005, infatti, gli Astros avevano vinto la NL ma poi erano stati sweepati (0-4) dai Chicago White Sox all’atto conclusivo. Nel 2013 il cambio di lega, con il titolo al primo pennant (titolo della lega di appartenenza, ndr) vinto in AL.

Un pennant arrivato non senza difficoltà. Houston è infatti appena la seconda squadra della storia capace di vincere sia le Championship Series sia le World Series a gara-7, dopo i Royals del 1985. Appena la quinta squadra all-time a giocare due gare-7 in una singola postseason, indipendentemente dal round. E se alle World Series sono stati i Dodgers a forzare la gara da tutto-o-niente, nelle Championship Series Houston, contro i New York Yankees, ha dovuto vincere gara-6 e gara-7 in sequenza davanti al proprio pubblico per conquistare la sfida per il titolo.

Contro i Los Angeles Dodgers, appunto. La storia erano pronti a farla anche loro, ed in qualche modo l’hanno comunque fatta. L’iconica franchigia di LA, infatti, è tornata alle World Series dopo un’attesa lunga ben 29 anni. L’ultimo pennant risaliva infatti al 1988. Ed allo stesso anno risale anche il loro ultimo titolo, ma per interrompere questa striscia servirà attendere almeno un altro anno.

Non gli è bastato, infatti, forzare la terza gara-7 della storia tra due squadre con più di 100 vittorie in regular season, la prima dal 1931. E nemmeno la cabala ha sorriso ai Dodgers: prima di stanotte 8 delle ultime 9 formazioni capaci di forzare gara-7 in casa avevano vinto il titolo. Invece, la 39° gara-7 della storia delle World Series è andata agli ospiti, che così nella serie storica si portano avanti per 20 a 19.

Per i Dodgers sfuma ad un passo dal traguardo una stagione da 104 vittorie in regular season, il record da quando la franchigia si è trasferita a Los Angeles nel 1958, lasciando Brooklyn dove era nata nel 1883. Ironia della sorte: prima di oggi l’ultima squadra capace di conquistare le sue prime World Series in una gara-7 erano stati proprio i Brooklyn Dodgers, capaci dell’impresa prima del trasferimento, nel 1955, in casa degli Yankees. Ma di fronte avevano una squadra con 101 vittorie in regular season, che diventa la quarta nella storia capace in 5 anni (o meno) di passare da una stagione con 100+ sconfitte al titolo.

A guidare Houston al successo un attacco con pochi eguali, che a suon di homerun, ma non solo, ha spedito gli Astros in cima al mondo. Houston ha battuto 15 fuoricampo nelle 7 partite delle World Series, un nuovo record. Come record sono anche i 25 combinati delle due squadre. E record sono anche i 5 di George Springer, eletto meritatamente MVP. Per lui, infatti, non solo 5 fuoricampo come Reggie Jackson nel 1977 e Chase Utley nel 2009. Ci sono anche i record di extra-base hits in una singola serie di World Series (8), battendone almeno uno in 6 gare consecutive, altro record. Diventa il primo giocatore nella storia a battere fuoricampo in quattro gare consecutive di World Series e sono record anche le sue 29 total bases (il numero di basi guadagnate da un battitore grazie alle sue valide, ndr) nella serie.

Ma il record che conta di più, probabilmente, è che quattro dei suoi cinque fuoricampo alle World Series, i primi quattro, hanno pareggiato o dato il vantaggio agli Astros. E quello da 2 punti di stanotte ha spaccato gara-7, mandando Houston avanti 3-0 ed instradandola verso il 5-1 finale. Insomma Springer ha sempre risposto presente in queste World Series nei momenti decisivi, è stato “clutch” come si dice negli Stati Uniti.

Ultimo, e più futile record, questa è stata anche la prima gara-7 in cui un neo-campione del Mondo ha chiesto la mano della sua fidanzata sul campo, a fine partita. Lo ha fatto Carlos Correa, shortstop 23enne degli Astros, con Daniella Rodriguez, Miss Texas USA 2016. Vi lascio con il loro video.

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