L’Italia a PyeongChang: le previsioni del medagliere azzurro

I Giochi Olimpici di PyeongChang sono dietro l’angolo. Ma visto che programmi e presentazioni si trovano praticamente ovunque, abbiamo pensato di guardare le Olimpiadi con un occhio diverso: provando a fare le carte alla spedizione azzurra.

Gli italiani in Corea sono 121, la seconda spedizione più numerosa di sempre dopo quella casalinga di Torino 2006. A livello di medaglie l’edizione del 1994 a Lillehammer rimane impareggiata e probabilmente impareggiabile: quarto posto nel medaglie con 7 ori, 5 argenti ed 8 bronzi per 20 medaglie totali. La peggiore fu invece a Lake Placid 1980 con la miseria di 2 argenti.

Dopo i fasti degli anni ’90 e della prima metà dei 2000, quando in cinque edizioni dei Giochi l’Italia non uscì mai dalla top10 del medagliere e non conquistò mai meno di 10 medaglie ad edizione, sono arrivate le sofferenze di Vancouver e, soprattutto, Sochi. Una spedizione conclusa con 8 medaglie ma nessun oro: 2 argenti e 6 bronzi.

Ora, a PyeongChang, l’impressione è che il movimento azzurro sia in risalita e pronto per un bottino superiore, come confermano i risultati di Coppa del Mondo degli degli ultimi 2 anni. L’obiettivo, nemmeno troppo nascosto, è la doppia cifra di medaglie. Fattibile, ma servirà anche una buona dose di fortuna perché la concorrenza è tanta e la nostra spedizione, pur avendo diverse carte da giocare, manca della superstar – anche per l’incastro di gare e tecniche nelle discipline in cui è prevista l’alternanza tra un’Olimpiade e l’altra – che ti fa pronosticare con una certa tranquillità un oro o quantomeno una medaglia.

Ma bando alle ciance e passiamo ai nostri pronostici. Qualcuno prevede una spedizione azzurra da appena 6 medaglie (con 1 solo oro), Sports Illustrated invece pronostica addirittura 4 ori e 12 medaglie. Noi, o per meglio dire io che scrivo, mi pongo un po’ nel mezzo, anche se sicuramente più vicino al periodico statunitense. Le mie previsioni per l’Italia a PyeongChang parlano di 3 ori e 12 medaglie totali, con 4 argenti e 5 bronzi.

Ma vediamo nel dettaglio le medaglie pronosticate.

ORO

Federico Pellegrino e Dietmar Nöckler, team sprint sci di fondo (21 febbraio, finale ore 11 italiane)
La concorrenza è agguerritissima a partire dalla Norvegia del quasi imbattibile Klaebo ed alla Francia di Chanavat e Gros, ma Chicco e Diddi possono farcela. Non solo perché a Dresda hanno annichilito tutti – ma il tracciato era molto diverso e Klaebo era in coppia con un carneade – ma soprattutto perché ormai sono una certezza in questo format. La coppia della Polizia come sempre dovrà dividersi in compiti: Nöckler a tenere cucita la gara cercando di non staccarsi dal gruppo di testa prima di lasciare il palcoscenico all’iridato di Nus. In pattinato può giocarsela con tutti, a maggior ragione grazie alla sua maniacale capacità di preparare e finalizzare gli obiettivi stagionali.

Michela Moioli, snowboardcross (16 febbraio, batterie dalle 4.15)
L’alpina di Alzano Lombardo sta dominando la Coppa del Mondo ed è reduce dalla doppietta di Feldberg nelle ultime due gare prima delle Olimpiadi. In 9 gare stagionali ha 4 vittorie, un secondo posto, due terzi ed un quarto.  Arriva in Corea con i favori del pronostico ma non sarà una passeggiata: lo snowboardcross con i suoi contatti è una vera e propria lotteria e poi due delle rivali più pericolose, l’americana cinque volte iridata Lindsey Jacobellis e la ceca olimpionica uscente Eva Samkova, in Coppa si sono viste ben poco, per diverse motivazioni.

Dorothea Wierer, Individuale biathlon (14 febbraio, ore 12.05)
Terza nella classifica di Coppa del Mondo, Dorothea verosimilmente è da medaglia almeno in tre gare, quelle con 4 poligoni. L’istinto mi porta però a prevedere una sola medaglia, ma del metallo più pregiato, nell’individuale, specialità nella quale ha già vinto in stagione e dove il minuto di penalità per ogni errore regala qualche chance in più a chi, come la nostra 27enne, può fare la differenza più al poligono che sugli sci.

ARGENTO

Omar Visintin, snowboardcross (15 febbraio, batterie dalle 4.15)
Nella roulette dello snowboardcross anche Omar Visintin è decisamente uomo da medaglia. Due vittorie a Cervinia ed Erzurum, poi una caduta a Bansko che lo ha messo fuori gioco per le ultime 3 gare prima di PyeongChang. Ma in Corea dovrebbe essere nuovamente in piena forma, pronto a battagliare con il francese Pierre Vaultier, campione uscente ed uomo da battere per il bis. Tra gli altri azzurri, in una gara che può regalare sorprese, occhio soprattutto ad Emanuel Perathoner.

Sofia Goggia, discesa sci alpino (21 febbraio, ore 3.00)
Esplosa nelle ultime due stagioni, Sofia Goggia si presenterà al cancelletto di partenza della discesa per puntare all’oro, senza mezzi termini. Prima nella classifica di specialità, reduce dal doppio secondo posto di Garmisch e con in tasca anche le due vittorie di Bad Kleinkirchheim e Cortina (prima gara). La vedo però inchinarsi, ancora una volta, a sua maestà Lindsey Vonn. E chissà che non ci regali qualche medaglia anche nelle altre gare che disputerà, in ordine di probabilità super-g e gigante.

Federica Brignone, gigante sci alpino (12 febbraio, 1° manche 2.15 e 2° manche 5.45)
Dopo Goggia ecco l’altra grande carta dello sci alpino azzurro, femminile e non solo. Anche la valdostana nelle ultime due stagioni ha iniziato letteralmente a volare, concretizzando il talento che aveva già mostrato a Garmisch nel 2011, quando fu argento mondiale a soli 21 anni. In stagione già 2 vittorie – di cui una proprio in gigante a Lienz – e 4 podi in 3 diverse specialità. Tra le porte larghe la concorrenza è spietata ma in quattro si presentano un gradino sopra alle altre: oltre a Federica anche il cannibale Shiffrin, la francese Worley e la tedesca Rebensburg. Sono le più continue in questa disciplina, e vedo la 27enne di La Salle beffata solo dalla francese due volte iridata.

Arianna Fontana, 500 metri short track (13 febbraio, finale alle 13.11)
La nostra portabandiera, già bronzo olimpico a Torino 12 anni fa ad appena 15 anni, rimane la punta del movimento dello short track. Il palmarès ora recita un argento e quattro bronzi a cinque cerchi, ed a PyeongChang andrà quindi a caccia dell’unico metallo che le manca. Missione complicatissima, però. La chance migliore dovrebbe essere nei “suoi” 500 metri, in cui sale sul podio da due edizioni. Dovrà vedersela però con la coreana Choi, che vedo mettersi l’oro al collo sul ghiaccio di casa, e le canadese Saint-Gelais e Boutin. Senza dimenticare l’altra azzurra Martina Valcepina. Più difficile acciuffare la medaglia nei 1000 e nei 1500, occhio invece alla staffetta in cui le azzurre possono aspirare ad infilarsi alle spalle di Corea e Cina.

BRONZO

Federico Pellegrino, sprint individuale sci di fondo (13 febbraio, batterie dalle 12.00)
Il primo non scandinavo a vincere la Coppa del Mondo sprint nonché campione del Mondo in carica della specialità. Eppure Federico Pellegrino non è il favorito della sprint. Innanzitutto perché, a causa dell’alternanza delle tecniche, a PyeongChang si correrà in alternato invece che in tecnica libera. Ed il poliziotto di Nus in Coppa ha vinto una sola gara in tecnica classica contro le 9, più il Mondiale, conquistate in pattinato. Poi perché questa annata è stata quella dell’esplosione di Johannes Høsflot Klæbo, il fenomeno norvegese che ha dominato la Coppa di fondo in lungo ed in largo. L’unica sconfitta in stagione nella gare veloci gliel’ha imposta proprio Chicco, ma a Dresda si correva in pattinato. Il norvegese allora non può non prendere l’oro nel nostro pronostico, ma il 27enne valdostano – complice anche l’assenza del russo Ustiugov – acciuffa il bronzo dietro anche all’altro norvegese Emil Iversen.

Federica Brignone, combinata sci alpino (21 febbraio, 1° manche 3.00 e 2° manche 6.00)
Libera da pressioni dopo l’argento pronosticatole in gigante, la carabiniera di La Salle potrebbe concedere il bis in combinata alpina, dopo aver sfruttato super-g e discesa – o quantomeno le sue prove se non dovesse partecipare alla gara più veloce – per prendere le misure alla manche veloce coreana. Shiffrin e Holdener dovrebbero essere fuori portata, ma Federica ha le capacità per essere la prima del “resto del mondo”, come già dimostrato in Coppa del Mondo.

Dominik Paris, discesa sci alpino (11 febbraio, ore 3.00)
Schiacciato tra Goggia e Brignone (e magari pure Bassino e Moelgg, anche loro con speranze ed aspirazione da medaglia, soprattutto la prima), tocca a Domme tenere alto l’onore dello sci alpino maschile. La chance migliore decisamente in discesa, su una pista dove fu già secondo nelle pre-olimpiche del 2016 dietro a Jansrud. Ed il norvegese è il favorito numero uno insieme al connazionale Svindal ed allo svizzero Feuz. Domme riuscirà a sopravanzarne uno di questi tre, ma non gli altri due. Occhio anche a Peter Fill, sia in discesa sia in super-g.

Staffetta mista, biathlon (20 febbraio, ore 12.15)
Lisa Vittozzi, Dorothea Wierer, Dominik Windisch e Lukas Hofer. Al 99% sarà questa la staffetta mista schierata dall’Italia ed è una staffetta che può puntare in alto, anche altissimo. La concorrenza anche qui è tanta e molto qualificata. La Norvegia è probabilmente la favorita, poi Francia e Germania sulla carta hanno qualcosa più di noi e l’Ucraina può provare ad inserirsi. Decisivo Dominik Windisch ma vedo l’Italia sul podio con il tentativo di rimonta di Martin Fourcade in ultima frazione che rimane infruttuoso. Italia che nelle staffette può sperare nel podio anche con i due quartetti, femminile e maschile, già entrambi sul podio di Coppa in stagione. Non è facile né probabile, ma soprattutto le donne ci possono provare se Nicole Gontier terrà al poligono.

Francesca Lollobrigida, mass start speed skating (24 febbraio, finale ore 13.30)
La pronipote di Gina vanta 9 titoli del Mondo nel pattinaggio in linea tra strada e pista, ma su ghiaccio la storia è diversa. Eppure nella mass start che debutta ai Giochi è tra le favorite, forte della leadership nella Coppa del Mondo di specialità e del recente titolo europeo vinto a Kolomna. Ma nella grandi manifestazioni conta anche l’esperienza e la scaltrezza, soprattutto in una gara nuova e caotica tra fughe e sprint intermedi. Ecco perché la vedo “solamente” di bronzo dietro all’immortale Pechstein – che compirà 46 anni durante i Giochi – ed all’americana Heather Bergsma. Nella stessa gara occhio anche all’altra azzurra Francesca Bettrone, d’argento agli Europei, mentre tra gli uomini proverà il colpaccio Andrea Giovannini.

 

Queste, dunque, le mie previsioni. Più un gioco che altro visto le tantissime variabili in campo o e l’aleatorietà della gara secca, a maggior ragione in un grande appuntamento. La speranza, ovviamente, è quella di aver sottostimato, sia per quantità sia per qualità, quello che realmente sarà il bottino azzurro.

Anche perché se è vero, come dicevamo, che l’Italia non ha superstar, ha davvero tante carte. Ed in chiusura ne citiamo qualcuna in ordine sparso, sperando di averli erroneamente lasciati fuori: Lisa Vittozzi, Lukas Hofer e Dominik Windisch nel biathlon, Carolina Koster ed il duo Cappellini-Lanotte nel pattinaggio artistico, Dominik Fischnaller e la staffetta mista nello slittino, Roland Fischnaller ed Aaron March nello snowboard, Alessandro Pittin nella combinata nordica e Nicola Tumolero nel pattinaggio velocità in pista lunga.

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