Ryan Giggs, mille partite e non sentirle

Un giovanissimo Ryan Giggs il 31 novembre 1991, in una delle due prime uscite ufficiali con la maglia del Manchester United (foto David Cannon/Allsport)

Un giovanissimo Ryan Giggs il 31 novembre 1991, in una delle due prime uscite ufficiali con la maglia del Manchester United (foto David Cannon/Allsport)

Vi dice niente il nome Ryan Joseph Wilson? Non preoccupatevi, difficile riconoscerlo così. Se però vi dicessi che il personaggio in questione ieri sera è rientrato nella ristrettissima élite dei calciatori capaci di disputare 1000 gare da professionista, scommetto che indovinereste subito. Esatto, parliamo proprio del gallese Ryan Giggs, che però all’anagrafe, quando nacque il 29 novembre 1973 a Canton (Cardiff), aveva ancora il cognome e la nazionalità paterna. Poi la decisione, a 16 anni, di prendere definitivamente cognome e nazionalità della madre in seguito al secondo matrimonio della signora Lynne, che due anni prima si era separata dal padre di Ryan. Poco più di 12 mesi dopo iniziò la favola e la cavalcata di un fenomeno che ha scolpito il nome Giggs a caratteri cubitali nella storia del Manchester United e del calcio mondiale.

Nel giorno del 17esimo compleanno Giggs firma il suo primo contratto da professionista. Debutta in Premier League all’Old Trafford il 2 marzo 1991 contro l’Everton, subentrando a Denis Irwin. Alla prima partenza da titolare, il 4 maggio 1991 nel derby con il City, per Giggs arriva pure il primo dei 168 gol ufficiali in maglia Red Devils, con tutta probabilità generosamente assegnato visto che, a rivedere i filmati, sembra proprio essere, in realtà, un’autorete di Colin Hendry.

La carriera di Ryan Giggs riassunta attraverso le figurine della sua carriera, rigorosamente in maglie Red Devils (foto epltalk.com)

La carriera di Ryan Giggs riassunta attraverso le figurine della sua carriera, rigorosamente in maglie Red Devils (foto epltalk.com)

Da quel giorno fino a oggi Giggs è sempre stato l’anima dello United e il coltellino svizzero di Ferguson: ala sinistra veloce, tecnica ma anche generosissima e mai doma. Atletismo, determinazione, intelligenza per sapersi imporre sia da giovane – in mezzo ai vari Cantona e Beckham – sia per sapersi ritagliare ruoli fondamentali anche ora, ormai alla soglia dei 40 anni, con compiti più di playmaking puro rispetto alle sue prime esibizioni. Ma dove non arriva più il fisico arriva una classe e un’intelligenza immensa e che, almeno in campo, visto la scappatella con l’ex miss Galles 2003 Imogean Thomas, non gli è mai mancata. Ferguson in panchina e dietro la scrivania, Giggs in campo: ecco la spina dorsale dei Red Devils degli ultimi 22 anni, una formazione che in questo lasso di tempo ha messo in bacheca 12 Premier League, 4 FA Cup, 4 Coppe di Lega, 9 Charity Shield, 2 Champions League, 1 Coppa delle Coppe, 1 Supercoppa UEFA, 1 Coppa Intercontinentale e 1 Mondiale per Club. Per raccogliere questo palmarès infinito 932 partite con la maglia, ormai per lui qualcosa di più di una seconda pelle, del Manchster United, 64 con la nazionale del Galles e 4 con quella Britannica alle recenti Olimpiadi di Londra 2012. E il traguardo delle 1000 presenze “pro” tagliato in una gara che di banale non aveva proprio nulla, come del resto Giggs: uno stratosferico United-Real di Champions League, purtroppo rovinato dall’incapacità di un arbitro palesemente inadeguato.

Ma nemmeno Cakir può fermare Giggs, che ha appena rinnovato fino al 30 giugno 2014 e anche nella prossima stagione andrà a caccia di nuovi record, trofei e stimoli con i suoi Red Devils. Insegue il record di presenze in Champions League (è a -8 dalle 142 di Raul) e anche quello di longevità (43 anni e 253 giorni, Marco Ballotta in Real Madrid-Lazio dell’11 dicembre 2007), mentre è già detentore del gol più “anziano” della massima competizione continentale per club, merito del sigillo con cui i Red Devils pareggiarono il 14 settembre 2011 con il Benfica all’Estádio da Luz di Lisbona. Aveva 37 e 289 giorni.

L’età, l’avrete ormai capito, per Ryan Giggs è poco più che un dato insignificante stampato sulla carta d’identità, al pari dell’altezza, del peso o della residenza. Ma non potrebbe essere altrimenti quando, dopo oltre 20 anni sulla cresta dell’onda, ti ritrovi a giocare con quelli che, per gran parte, potrebbe quasi essere tuoi figli e che magari, quel 2 marzo 1991 quando tu hai esordito tra i professionisti, non erano nemmeno nati. Ecco, infatti, l’età degli attuali compagni di squadra di Giggs al Manchester United il giorno del debutto del loro capitano:
Paul Scholes, 16 anni e 4 mesi
Rio Ferdinand, 12 anni e 4 mesi
Michael Carrick, 9 anni e 8 mesi
Nemanja Vidic, 9 anni e 5 mesi
Patrice Evra, 9 anni e 2 mesi
Robin van Persie, 7 anni e 7 mesi
Darren Fletcher, 7 anni e 1 mese
Anders Lindegaard, 6 anni e 11 mesi
Ashley Young, 5 anni e 8 mesi
Antonio Valencia, 5 anni e 7 mesi
Wayne Rooney, 5 anni e 5 mesi
Nani, 4 anni e 4 mesi
Jonny Evans, 4 anni e 2 mesi
Anderson, 2 anni e 11 mesi
Javier Hernandez, 2 anni e 8 mesi
Alexander Buttner, 2 anni e 1 mese
Shinji Kagawa, 1 anno e 11 mesi
Tom Cleverley, 1 anno e 7 mesi
Chris Smalling, 1 anno e 4 mesi
Ben Amos, 11 mesi
Rafael, 9 mesi
David de Gea, 3 mesi
Danny Welbeck, 3 mesi
Phil Jones, non ancora nato (data di nascita: 21 febbraio 1992)
Nick Powell, non ancora nato (data di nascita: 23 marzo 1994)

Perché quando sei un highlander, nulla ti fa paura. Nemmeno il confronto con altre generazioni. Mille altre di queste partite, Ryan Joseph Giggs OBE!

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