Si scrive Papi, si legge Fenomeno senza età

Samuele Papi impegnato in una ricezione laterale, tecnicamente perfetta.

Samuele Papi impegnato in una ricezione laterale, tecnicamente perfetta.

Se il tuo soprannome è “O Fenomeno”, è chiaro da subito che uno tanto normale, in fin dei conti, non sei. Nell’accezione più positiva possibile, sia chiaro. Ed effettivamente di normale Samuele Papi, che oggi compie 40 anni, non ha proprio nulla. Non è normale la precocità con cui ha debuttato in serie A (a 17 anni, il 10 febbraio 1991 in una vittoria al tie-break della sua Falconara su Parma) e in nazionale (cinque giorni prima del suo 21esimo compleanno, il 15 maggio 1994 in un’altra vittoria al tie-break, stavolta in World League sul Giappone a Tokyo dopo aver assaggiato l’azzurro il 15/12/1993 nell’All Star Game), non è normale il palmarès sconfinato di successi, non è normale che a 40 anni sia ancora in campo ai massimi livelli, tanto da giocare l’ennesima finale scudetto da titolare giusto pochi giorni fa, e ancora meno normale è che sia riuscito a fare tutto questo dall’“alto” dei suoi 189 cm, decisamente pochi per il volley di alto livello, ancora di più per un “posto 4” e ancora peggio nella pallavolo iper-fisica del rally point system.

1997: Samuele Papi (destra) a Cuneo insieme a Rafa Pascual (foto piemontevolley.it)

1997: Samuele Papi (destra) a Cuneo insieme a Rafa Pascual (foto piemontevolley.it)

Eppure Papi è sempre lì: tecnica e manualità che difficilmente avremo l’onore di rivedere mai più in un campo di volley, longevità straordinaria, carisma ma al tempo stesso anche umiltà da vendere e una bacheca in cui c’è davvero di tutto, tranne quella medaglia d’oro a cinque cerchi che ha sfiorato più volte – tanto da essere il pallavolista più medagliato di sempre ai Giochi Olimpici al pari del russo Tetyukhin – ma che non è mai riuscito a mettersi al collo, rimpianto eterno di un movimento e di una generazione che ha dominato il taraflex per decenni ma davanti al sacro fuoco di Olimpia ha sempre trovato la strada sbarrata.

Papi in maglia Sisley Treviso

Papi in maglia Sisley Treviso

Sono ben 45, infatti, i successi di Papi tra club e nazionale, senza contare i premi individuali. L’incredibile curriculum recita così: 6 scudetti, 5 Coppe Italia, 8 Supercoppe Italiane, 3 Champions League, 2 Coppe delle Coppe, 1 Coppa Cev, 3 Challenge Cup, 3 Supercoppe Europee e 1 Junior League per 32 allori con i club. In maglia azzurra, invece, Samuele ha vinto 2 Mondiali, 3 Europei, 5 World League, 1 World Cup, 1 World SuperFour, 1 Europeo Juniores. Altri 13 successi per portare il totale, appunto, a quota 45. Poi c’è tutta l’“argenteria” azzurra: 2 argenti e 2 bronzi alle Olimpiadi, un argento e un bronzo Europeo, tre argenti e un bronzo in World League, un argento e un bronzo alla World Cup e l’argento al Mondiale Juniores citato in precedenza.

Papi festeggia la vittoria sulla Russia alle Olimpiadi di Atene 2004 (foto FIVB)

Papi festeggia la vittoria sulla Russia alle Olimpiadi di Atene 2004 (foto FIVB)

Solo quattro, invece, i club in cui Papi ha diviso i suoi 23 anni di carriera, tutti rigorosamente in A1: quattro anni nella sua Falconara, quattro a Cuneo, 13 a Treviso con la maglia orogranata della Sisley, di cui Samuele era diventato capitano e icona e con cui pensava di finire la carriera. Ma l’inattesa e sconvolgente fine del club trevigiano ha portato “O Fenomeno” a Piacenza nelle ultime due stagioni, e chissà quante altre ancora. Perché, come lui stesso ha dichiaro, «finché sto bene e mi diverto io vado avanti».

L'ultima fase della carriera di Samuele Papi: eccolo con la maglia della maglia Copra Elior Piacenza (foto Tarantini)

L’ultima fase della carriera di Samuele Papi: eccolo con la maglia della maglia Copra Elior Piacenza (foto Tarantini)

Evidentemente oltre 1000 gare ufficiali – 1077 per la precisione: 716 in A1, 361 in Nazionale – non l’hanno logorato. Nemmeno circa 12mila palloni messi a terra in carriera (sono 8126 solo in A1 tra regular season, Play-Off e Coppa Italia; sesto all-time) e 10.033 ricezioni perfette solo in ambito italiano – primo all-time – su circa 15mila totali. E pensare che se Papi non avesse lasciato la nazionale dal 2006 al 2012, prima di tornare per l’estate a cinque cerchi londinese, i numeri – e le vittorie – in Nazionale potevano essere ancora più impressionanti. Numeri difficili anche solo da pensare, incredibili da leggere. Ma non per un fenomeno. Non per il fenomeno del volley azzurro. Buon compleanno, Samuele, in attesa di aggiornare questi numeri con i prossimi successi.

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