L’ultima messa nella Cattedrale: dopo 100 anni chiude il San Mamés

Il San Mamés illuminato per una gara e, in ombra sullo sfondo, il nuovo San Mamés che lo sta per sostituire (foto Juan Lazkano)

Il San Mamés illuminato per una gara e, in ombra sullo sfondo, il nuovo San Mamés che lo sta per sostituire (foto Juan Lazkano)

Chiude un pezzo di storia del calcio spagnolo e mondiale. Chiude l’Estadio de San Mamés, la casa dell’Athletic Bilbao, squadra basca conosciuta per la sua particolare politica di tesseramento: possono giocare nell’Athletic Club, infatti, soli giocatori che siano baschi o di origini basche (sia della parte spagnola dei Paesi Baschi, sia di quella francese), oppure che abbiano imparato a giocare a calcio nei circuiti giovanili baschi o, ancora, “oriundi” di prima generazione – vale a dire stranieri con genitori o nonni baschi. Ma, ed ecco perché oggi parliamo dello stadio dell’Athletic e non del club, il San Mamés ha, se possibile, una storia ancora più particolare. Il suo soprannome, “La Catedral”, lo spiega meglio di qualsiasi altra cosa.

La prima gara ufficiale giocata al San Mamés: il 21 agosto 1913 (foto Aitor Gomez)

La prima gara ufficiale giocata al San Mamés: il 21 agosto 1913 (foto Aitor Gomez)

La prima pietra del San Mamés fu posta il 20 gennaio 1913, mentre l’inaugurazione risale al match del 21 agosto dello stesso anno tra Athletic e Racing de Irún. Lo stadio di proprietà del club basco, dunque, con i suoi 100 anni di vita è il secondo più antico della Spagna, dietro all’El Molinón di Gijón, che si dice abbia ospitato una partita già nel 1908. Non c’è dubbio, però, sul fatto che La Catedral sia l’unico stadio ad aver ospitato tutte le stagioni della massima serie iberica fin dalla sua creazione nel 1929. Tutti i protagonisti della Primera División, meglio conosciuta come Liga, hanno calcato il prato del San Mamés. Un record che non possono vantare nemmeno il Bernabeu o il Camp Nou, stadi che ospitano le altre due uniche squadre – Real Madrid e Barcellona – a non essere mai retrocesse dalla massima divisione e ad aver quindi preso parte a tutte le edizioni della Primera División.

La storia del calcio spagnolo è passata tutta dal San Mamés, che deve il suo nome al fatto di essere stato costruito su un terreno che ospitava, in precedenza, una chiesa dedicata, appunto, al martire greco antico conosciuto in Italia con il nome di San Mamete di Cesarea. Ma la storia del calcio spagnolo è stata spesso anche proprio fatta a La Catedral. Il primo gol mai realizzato al San Mamés, ad esempio, in quello stesso incontro tra Athletic e Racing de Irún del 21 agosto 1913, porta la firma di Rafael Moreno Aranzadi, soprannominato Pichichi. Si, proprio “quel” Pichichi, il grande attaccante dell’Athletic e della nazionale spagnola argento ad Anversa 1920 che morì a 29 anni per un attacco di tifo, e a cui oggi è intitolato il trofeo con cui viene premiato il capocannoniere della Liga.

Vista dall'alto del San Mamés durante i Mondiali di Spagna del 1982 (foto Aitor Gomez)

Vista dall’alto del San Mamés durante i Mondiali di Spagna del 1982 (foto Aitor Gomez)

Ma La Catedral non ha avuto un ruolo storico solamente per il calcio spagnolo. Il San Mamés è stato teatro anche di importanti competizioni internazionali, tutte curiosamente targate da successi italiani. Nel 1976/77 ha ospitato la finale di ritorno di Coppa UEFA, nel quale l’Athletic sconfisse 2-1 la Juventus grazie ai gol di Irureta e Carlos che ribaltarono il vantaggio iniziale di Bettega. Una vittoria, però, che non bastò ai rojiblancos, che dovettero cedere il trofeo ai bianconeri – al loro primo successo internazionale – per via della regola dei gol in trasferta, visto che la Juventus aveva vinto 1-0 la gara di andata a Torino con rete di Tardelli. Anche il mondiale spagnolo del 1982 ha fatto tappa a La Catedral: lo stadio di Bilbao ospitò le tre gare dell’Inghilterra nel gruppo 4 della prima fase, tre vittorie ai danni di Francia (3-1), Cecoslovacchia (2-0) e Kuwait (1-0). Ma poi chi solleverà l’11 luglio a Madrid la Coppa del Mondo, lo ricordiamo bene.

Il San Mamés oggi, con il suo mitico arco (foto Aitor Gomez)

Il San Mamés oggi, con il suo mitico arco (foto Aitor Gomez)

Ieri sera, dunque, l’ultima gara ufficiale del San Mamés, con l’Athletic sconfitto 1-0 dal Levante con il gol al 90’ di Juanlu. Niente, però, che potesse rovinare l’“aperitivo”, come l’hanno chiamato quelli dell’Athletic, quando al fischio finale i giocatori rojiblancos sono stati raggiunti sul campo da tutti i ragazzi delle giovanili per tributare un applauso di 100 secondi, 100 come gli anni, al San Mamés. La chiusura definitiva avverrà tra pochi giorni, il 5 giugno, quando l’Athletic incontrerà in amichevole una selezione basca all’interno delle celebrazioni per il centenario dello stadio. In mezzo, tra il 21 agosto 1913 e ieri, la bellezza di 1738 partite ufficiali (1300 Liga, 241 Coppa del Re, 2 Supercoppa, 10 Champions, 3 Recopa, 62 UEFA/Europa League, 1 Intertoto, 113 Campionato Regionale, 6 Coppa della Liga) con uno score ufficiale di 1154 vittorie, 317 pareggi e 267 sconfitte; frutto di 4314 gol fatti e 1736 subiti.

Da Pichichi a Juanlu, 100 anni di storia se ne vanno. Il San Mamés, infatti, sarà demolito già questa estate per lasciare spazio al San Mamés Barria (nuovo San Mamés in lingua basca), la nuova e più accogliente casa dell’Athletic già dal prossimo anno, costruito a pochi metri dalla Cattedrale. Un gioiello da oltre 50mila spettatori e più di 200 milioni di euro di costo che sarà annoverato nel massimo livello degli stadi europei, ma che non avrà né il mitico arco del vecchio San Mamés, né, soprattutto, la sua storia e la sua aura. Agur y adios, viejo San Mamés.

3 risposte a “L’ultima messa nella Cattedrale: dopo 100 anni chiude il San Mamés

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